lunedì 8 settembre 2025

Yin e Yang

Sei un'oscurità che porta luce.

Nel tuo buio, che fa emergere le ombre altrui, c'è la possibilità di scovare la luce. Be', certo, ci devi lavorare. 

Vedo tantssime ninfe accecate dalle ombre, che la luce l'hanno persa e basta.

Ma questa strada c'è.

Probabilmente non è merito tuo, beniteso.

Ma se penso a te, percepisco che ti avvolge un'aura nera, non per forza "cattiva" ma oscura.

Se penso a lui vedo solo bianco e trasparente.

Io sono bianca come lui. Ma il mio bianco fa emergere tutte le ombre altrui, è un bianco che acceca, che smarchera e rivela l'oscurità.

Forse per questo ti attraggo? Perché le tue ombre cercano di spegnere la luce, o, invece, cercano di essere fugate?

È un mistero che non so risolvere.

Yin e yang, eh? 

domenica 7 settembre 2025

Due tipi di dolore

Una settimana intensa.

Prima la minaccia quasi avverata di perdere un'amica per torto fatto da me e, poi, come in una ruota karmika istantanea, il torto l'ho subito io, da te. Strano, eh?

Soffrire per lei era come u a desolazione senza speranza. Un senso di vuoto incolore. Un'assenza di senso generale. Tu dirai esagerata! E no perché soffrire per lei è una sofferenza adulta, matura.

Soffrire per te è invece una pugnalata violenta, infantile, esplosiva, dilagante.

Sono sofferenze diverse, ma preferisco comunque soffrire per te che per lei.

Tu rappresenti il mio passato che mi aggredisce, mi fa tornare bimba di 4, 5, 10, 15 anni. Sei le vecchie versioni di me che arrivano aggredendomi da dietro e riportandomi lì, alla scena del delitto originario.

Ma senza di te vivo bene, non ho mancanze. Senza lei la vita è fiacca. Con chi posso convididere tutto senza giudizi e parlare di cose leggere senza pensieri, senza di lei con chi pianifico le mie mosse sceme verso i futuri mal capitati?

Senza di te semplicemente continuo a vivere come sempre. Non mi sei necessario. Brutto?

Forse, ma vero.

Avresti potuto essere tutto, sì, ma hai deciso di essere polvere tagliente. Hai deciso di essere una creatura affilata che ti trafigge mentre ti abbraccia. Hai deciso di essere un trasformista incomprensibile. 

Magari un giorno sarai tutto, ma di certo lei è già l'imbracatura che mi tiene stretta quando sto per cadere. È quella con cui si vola e senza cui si cade. 

Lei è i colori e la leggerezza, chiaro no? 

Non che vi sia competizione, è solo per dire che, alla fine, le mie ferite saranno sanate, quindi come farai a colpirmi di nuovo? 

I dare you. 

sabato 6 settembre 2025

Altalena

Non so come mai, ma questa dinamica è sempre in tensione. Che sia sessuale o di conflitto energetico, verbale, emotivo.

Non so dirlo. Non è il classico "sentirsi a casa" anche se in certi frangenti lo è. È più un: ti voglio bene/ti odio/non ti posso scordare. Un magnetismo fortissimo, seguito a repulsione quasi uguale.

È elettrica. Pensavo di essere io in soggezione con te, ma credo sia reciproco. Un tira e molla energetico continuo. 

Che per lo più fai tu con le tue fughe e camuffamenti, ma faccio anche io con il mio fare guardingo e giudicante o spaventato. 

È tutto strano. 

Stiamo bene, ma non ci sopportiamo. Lo senti anche tu? 

Lo vedo con S. per te è più facile, è armonia. Con me è sempre un vorticare. 

Adesso dirai, no figurati sono sempre calmo. 

Non è vero. Ti sento sottopelle, inutile che continui a deviare. 

Forse effettivamente ci va della crescita. Io ne ho ho fatta molta, ma continui a darmi sui nervi. Ovviamente meno di prima e con meno struggimento, ma le tue mosse mi trafiggono ancora un po'. Al tempo stesso vorrei cancellarti dalla mia memoria, e stare con te per sempre. Nessuna delle due opzioni prevale sull'altra, è un'altalena. Che poi, metto le mani avanti, stare con te inteso come averti nella mia vita, non da fidanzato. Perché te come fidanzato non credo di poterlo reggere. 

Sopratutto perché tendiamo entrambi alla noia e ci massacrearemmo, se non si evolve. Quindi forse meglio se tu stai tra le braccia della traquilla S. E io tra le braccia del mio futuro ignoto. Si sta più calmi, eh? 

Sì, però che noia. 

giovedì 7 agosto 2025

Un mare immenso

E poi, d'un tratto, ho sentito che non ero più innamorata di te.

Ma non nel senso che mi sei indifferente, nel senso che nom sento più che mi scomponi.
In passato, avevi acceso in me ogni emozione umana contemplabile. Dall'ossessione, all'amore romantico, all'odio, la rabbia, la paura, la tristezza, la felicità, l'estasi. Tutto quanto.
E poi, attraversando il lutto di quello che poteva essere, ho lasciato andare tutto.
Hai stravolto talmente tanti piani della mia esistenza che, alla fine, sento che niente può più scompormi.
Non so se sia zen o pace apparente. Ma la sento vera, in ogni fibra del mio essere.
Sento che non mi aspetto nulla, che non ho bisogno di te, che mi fa piacere la nostra connessione, ma non smuove più i mari e i monti. Mi lascia tranquilla, serena. Una serenità incrollabile, invincibile.
Mi aspettavo pianti disperati con un tuo contatto, invece nulla. La pace.
È come se d'un tratto, vedessi tutto chiaramente. Sei dentro e non fuori. Lo sei sempre stato. Sei anche fuori, ma il fuori era la parte perturbante.
È come se adesso fossi espansa come un mare, che tutto accoglie, imperturbabile.
Il tuo pensiero aleggia, perché sei qui, ma non mi trascina, non mi distrae. Probabilmente la prova successiva sarà sentirmi così anche in tua presenza. Insomma, lo vedremo.
È come se mi fossi risvegliata da un incubo. E dicessi e be'? Ma che era quel dramma. Tutto è perfetto cosi, perché volere altro? Sto così bene. Si certo è bello avere un compagno di vita, ma pure se non l'ho, ho una grande pace. Una grande serenità.

sabato 2 agosto 2025

Veleno

Entri sotto la pelle come un veleno. Mi basta rivedere quegli occhi che il principio si riattiva e riemergono i sintomi. La malinconia, la mancanza, il craving(?!).

Sei la mia parte oscura. Il maschile distorto dentro di me.

Non riesco mai a inquadrarti davvero, fai giochi di specchi, ombre, fumo. Non dici mai la verità. Rimani sempre in equilibrio sulle tue frasi ambigue, le sparizioni a effetto e i ritorni in punta di piedi.

Vorrei soffocarti dentro di me, vorrei sedarti e farti scomparire. So che sono in grado di farlo. Ci va solo tempo. Il tempo e la elaborazione mi libera da tutto e da tutti. Non c'è nessun veleno che mi abbia mai sconfitta, non sarai tu a farlo. 

Però quanto fai male. Spaventoso. 


mercoledì 9 luglio 2025

Mi manchi nelle braccia

Nelle braccia ho accumulato il dolore dela tua perdita, che è un ricordo di mille vuoti e allontamenti antichi, non solo i tuoi.

Sto studiando medicina cinese e ho trovato questi due punti, e ogni volta che li tratto mi fanno partire la mancanza di te.

Evidentemente sono masochista dato che continuo a volerli scaricare.

Però ogni volta che li tratto mi rendo conto di QUANTO mi manchi. È come se fosse una mancanza totale, esagerata, desolata. 

Razionalmente so tutto, ma il mio corpo e le mie emozioni ti cercano ancora. Continuano a sentire la tua mancanza. Anche se mi fai del male, anche se non mi vuoi, anche se non vai bene per me. 

Non ti cerco, non ti scrivo. Ma ti penso, ti tengo dentro. 

Sei una presenza che mi accompagna anche se sto cercando di abbandonarti per ritrovarmi.

Sto cercando di lasciare andare tutto. Non è facile, ma credo sia possibile, tutto cambia sempre. 

Non amo spesso, ma se amo, lo faccio totalmente con tutti gli strati, i muscoli, le cellule, i pensieri, il sangue. 

Poi se smetto di amare rimani come un'eco dentro di me, un'eco che non stordisce più. 

Vediamo quanto ci metti a farti vento. 

Con il cuore un po' spaccato, 

Mari


mercoledì 18 giugno 2025

Lasciami

C'è un qualcosa di viscerale e selvaggio tra te me, che non mi lascia in pace.

C'è poi la leggerezza estrema e il divertimento.

C'è questa sensazione di essere la stessa persona di sesso opposto. E questa telepatia per cui io so sempre cosa stai per dire e viceversa. C'è questa cosa che tu leggi la mia energia e rispondi di conseguenza, in modo del tutto normale, naturale. 

Non mi lascia in pace, non riesco a cancellarti o evitarti, o dimenticarti o a sfuggirti. 

Il tuo sguardo mi inchioda a terra e riporta indietro, per quanti kilometri di lontananza possa aver percorso. 


giovedì 12 giugno 2025

La critica dell'amor puro

Ogni volta mi autoflagello. Cerco di analizzarmi come se fossi un vetrino al microscopio, per trovare la falla. Per trovare il corpo estraneo: ecco, vedi, lo avevamo detto che anche questa volta ti eri innamorata per via del tuo passato.

Sempre a fare psicologia più o meno spiccia su di me.

Eppure no. Ho le prove. Ti ho amato prima ancora che mi ricordassi il mio passato. Ti ho amato quando non sapevo nemmeno chi fossi, nel dettaglio. Ricordo che ti ho visto e ho pensato. Oddio. Qua ci si fa male. Così senza un motivo.

Anche senza conoscerti, ogni volta che ti vedevo entravo in una connessione sovrannaturale, ti sognavo, andavo in loop, pensavo a te in modo incontrollato.

Senza un motivo, non avevi risvegliato nessun passato allora. E quindi come me lo spiegate, psicologini della domenica?!

Persino la mia stessa psicologa voleva ridurti ad un eco scontato. Ma non è così.

Sono stufa di sti paragoni che non reggono. Certo poi ti ho conosciuto sempre di più, e sempre di più vedevo assonanza con il passato, è chiaro. Ma nei fatti, non mi hai mai ferita come mi hanno ferita loro. Non hai mai inserito le tue dita nella carne straziata. Non mi hai mai usata.

Non hai mai violato il rispetto, non  hai mai fatto male con la volontà di farlo, né approfittato della mia debolezza per farti forte. 

Non sei quella roba lì. Ti descrivono in modi completamente erronei, basati su generalizzazioni, luoghi comuni e sul tuo silenzio che mai contraddice o si interessa. Nessuno ti ha mai visto. Io credo di averti visto molto chiaramente. Sebbene il tuo silenzio colpisca anche le mie descrizioni.

Questo tuo non vederti ma essere ossessionati da te è ciò che più mi confonde, perché nel tuo silenzio devo stare ferma nei miei ricordi per non essere trascinata in quelle spirali.

Eppure se sto ferma e chiudo gli occhi ti vedo.

Vedo un uomo gentile. Vedo tutt'altro. Non vedo freddezza, o leggerezza o irresponsabilità. Vedo un cuore enorme, che si gira di lato per non soccombere. Un cuore che evita il male, ma non fa mosse per ferire.  

Sento un amore immenso che non sa come uscire. 

E sento anche, si, una volontà di non espressione, che non è incapacità, anzi. È solo scelta deliberata. 

Non posso raggiungerti se non vuoi essere raggiunto, e non voglio nemmeno farlo. 

Sono solo stanca di essere sempre psicanalizzata e che quando dico che niente è stato come te mi si riduca a bimbetta traumatizzata o a una delle tante vittime di un fascino misterioso. 

Posso amare e basta, senza che mi si dia una sentenza? 

martedì 10 giugno 2025

Sibilings

Artista costretta alle gabbie logiche, autoimposte per amore.

Alla fine amatissima comunque, anche illogica. Anche rotta, anche imperfetta. Quindi, ha senso andare così in profondità?

Se nessuno sta a discutere di questa profondità.

Cosa stai cercando? Forse puoi fermarti per un attimo. Fermati, per favore. Stai ferma. Forse non era necessaria tutta questa pressione. Forse alla fine non era così necessaria.

Alla fine affannati. Alla fine soli. Alla fine parliamo solo tra noi, nessuno può capire questo tormento, solo tra noi lo capiamo. Forse nessuno può vederci come ci vediamo.

Horror vacui. Quadri astratti. Volersi bene e vedersi cosi chiaramente che nemmeno allo specchio. Vedere così chiaramente il tormento di chi guarda e non riesce a farsi capire. Solo tra noi, fratelli, ci capiamo. È un sollievo, dal dolore sordo della solutidine che ci avvolge e ci soffoca. Di solito non lo ascoltiamo, stiamo zitti e assecodniamo chi ci parla. Li vediamo, e li vediamo che non arrivano. Non arrivano non riescono. È un muro che non scavalacano che non scavano, non è possibile. Ci capiamo solo tra noi. Va bene così, va bene anche se fa male. E vederlo così nitidamente è terrificante.

giovedì 20 marzo 2025

Io mi vedo in te

Io in te mi riconosco. Vedo le parti fondamentali di me in te. Vedo il rispetto, la libertà, la dolcezza e la responsabilità. Vedo il mio cuore nel tuo.

Certo si può dire che con altre persone possa avere interessi comuni e umorismo simile. Ma non rivedo così tanto di me in nessuno. Nessuno mi scruta dentro come fai tu, o capisce istantaneamente cosa voglio dire, perché voleva dire la stessa cosa.

Nessuno mi sente come mi senti tu e nessuno io sento come sento te.

Sei sfuggente e indecifrabile e io non mostro il fianco nemmeno con una pistola puntata. Sei magnetico e giullare. E io sono la trottola della festa e il punto di magnetismo focale.

Siamo come due specchi. Due parti della stessa cosa. Due espressioni leggermente diverse di uno stesso stato.

Ti forse sei più lunatico e altalenante di me. E forse più taciturno, almeno all'apparenza. Ma ero lì anche io tempo fa. Ci sono stata. Ti vedo.

Non incontrerò più nessuno che mi ricordi me stessa come lo fai tu. Questo è certo. Non potrò mai affidare la mia vita come faccio con te con nessuno. E questo mi sta bene, non possono mica esserci così tante persone simili. Siamo unici si sa.

Spero tu stia bene e che sia felice. E che il mio amore ti sostenga perché sarà sempre intorno e dentro di te. 

Il tuo bene mi protegge dal male

I tuoi atti di cura sono per me amuleti che mi proteggono dal male.

Il tuo amore è così immenso che procedo senza errare.

Sei intorno a me, sei dentro e fuori, sei così grande che non so darti forma.

Tutte queste frasi mi vorticano in mente quando penso a te. Forse ti sto un po' idealizzando. Questo è il mio forte, vedere la parte luminosa e non dare peso alle ombre.
Eppure anche le ombre tue, le sento sento come vetri nel costato. Mi fanno male quanto a te, credimi.

Ti sento in modi inspiegabili. Ti amo che se uno potesse spiegare come, avrebbe capito il mistero della vita.

Un qualcosa di così puro e incondizionato che ti lascia esterrefatto. Non riesco a odiarti nemmeno quando sei odioso. Nemmeno quando sfuggi e guardi altrove. Nemmeno quando sei dispettoso e mi porti in competizione. Neppure quando sei nuvola e sparisci.
Non ti odio nemmeno quando sei distante anche quando presente fisicamente.

Non ti voglio nemmeno possedere. Non mi interessa nulla se dividi il letto con altre. Non mi interessa niente se sono o non sono il tuo centro di pensiero.
Mi interessa solo che esisti e che il tuo bene mi protegge dal male. E questo, quando lo ricordo, mi riempie di gioia.

La dolcezza subitanea che emerge quando stringi le tue dita sulle mie come a dire: ti tengo, non cadi.
Oppure quando fai delle cose per me, per aiutarmi o tenti di proteggermi con i tuoi consigli e le tue parole. Quella forza e quel farti muro su cui appoggiarti, mi frantuma il cuore in mille pezzi in un pianto di gioia immenso.

Esagero? Eppure ti faccio ridere e questo mi dà pace. Vorrei che fossi sereno e spensierato sempre, che lasciassi andare quel peso che ti sei caricato addosso, chissà per quale motivo.

Vorrei che fossi sempre allegro e felice, vorrei poterti tenere per mano mentre vivi. Ma sai mi basta ricordare chi sei. Posso anche lasciarti andare, perché quello che ho ricevuto incontrandoti è così grandioso che mi terrà sempre compagnia, anche se non ci fossi tu.
Certo preferirei ci fossi.
E preferirei toccarti. E preferirei appoggiare la testa sul tuo petto e stare zitti sospesi in aria.
E preferirei continuare a sentirti fisicamente dentro di me che godi e impazzisci nel mio corpo. Preferirei ridere per sempre con te, delle battute sciocche che ci facciamo. 
Però posso anche lasciarti andare perché sei libero. E la tua libertà è ciò che amo di più di te.

Amo poi l'immensità che celi nello sguardo. Amo il fatto che sei forte, e responsabile. Amo la tua curiosità verso tutto, la tua mente aperta. E amo la delicatezza con cui tratti le persone che potresti ferire. E la dolcezza che hai per gli animali. E amo la tua simpatia e il tuo charme. E il tuo essere inaccessibile e irraggiungibile. Questo forse lo amo un po' meno, sai. Però fa parte di te ed è ok.

No ma non ti idealizzo. Sei anche scorbutico e lunatico e sei scostante. Però quanto sei bello?

Non ti si può guardare troppo a lungo, accechi.

Continua a proteggermi se puoi ok? Anche quando sei una nuvola. 

domenica 9 febbraio 2025

Il tuo silenzio ha le lame

Il tuo silenzio ha le lame, ha i denti. Mi graffia. Mi strozza lo stomaco. Mi comprime le viscere, mi chiude la gola. Come se fosse una presenza corporea, che mi prende alla sprovvista, da dietro. E mi soffoca. Mi mette in testa pensieri catastrofici. Mi disorienta.

Il tuo silenzio è assordante. Lo vedo ovunque. Mi segue, mi parla all'orecchio mentre ascolto la musica, guardo dei video, o monto un mobiletto del bagno. Mi insegue per strada e nelle stanze. Si sdraia accanto a me nel letto. L’unico modo per farlo tacere è Scrivere, o ricordarmi di te e dei momenti insieme. Per quanto sia doloroso perché il viscido dubbio che non ci sia più niente, comincia strisciare su per la schiena, e a sussurrare all'orecchio. 

Se ti parlassi e il tuo silenzio cessasse, siamo sicuri che quella presenza scomparisse? Forse dipende da come parli. Se sei chiuso nelle tue montagne o se sei qui accanto a me. 

Chissà quando torni e se torni. 

Vorrei solo abbracciarti.


giovedì 9 gennaio 2025

Staccare dal loop

Una sera, dopo l'ennesimo attaco di ansia, mi sono fermata un attimo. Ho cominciato a scrivere e come capita spesso ho fatto un clic. 

Tutto ciò che ho vissuto, tutto quello di cui ho scritto, anche qui sopra. 

Sono tutte eco, sono tutte copie sbiadite. Sono ferma lì, non riesco a scendere dalla giostra della ripetizione. Rivedo la cassetta e piango tutte le volte, come se ogni volta fosse un film diverso ma è sempre lo stesso.

"Spegni sto cazzo di film. Togli la casseta. Stacca tutto.

Basta!

Non è lì l'amore. Non sarà mai li. Lascia stare." (Beppe?!) 

Allora tolgo la cassetta, spengo la tv. Mi alzo e guardo altrove, che bello. È una bella giornata. Andrò a passeggiare all'aria fresca. 

martedì 7 gennaio 2025

I think I've seen this film before, and I didn't like the ending

Falling.

Ho ha avuto la percezione netta di cadere. E del perché in Inglese si dica Fallin in love. La sensazione è di cadere nel vuoto senza appigli, avvolta dal silenzio e dai battiti di cuore e dalle immagini che vorticano nella mente. Il ricordo di quella volta in cui avevo percepito "pericolo", stai ferma, non ci andare. Non farlo. E infatti lo sapevo, che sarei caduta. 

Sono stata ossessionata da una ragazzo molto giovane una volta. Ero pazza, la testa non si fermava mai. 

È stato tutto cosi intenso che non ho nemmeno sentito il momento in cui si cade. Mi sono risvegliata matta un giorno, ed è durato qualche mese. Forse sei. Poi, dopo aver ricevuto da lui il tradimento più indicibile di tutti, la diffamazione, ho gradualmente, ma senza ritorno, perso interesse.

Probabilmente era solo ossessione e punte di romanticismo disperato, aggrappato a un'energia maschile che avevo percepito, o visto o immaginato in lui.

Poi è arrivata la vera energia maschile. Così di punto in bianco. E sentivo di non doverla toccare, di non dover mettere nemmeno un piede in quell'acqua. E per molto tempo il piede non l'ho messo, avevo molte scuse plausibili per non farlo.

Poi tutte le scuse si sono dileguate e quel conto in sospeso si è ripresentato: Eccomi qui! devi pagare. E ok paghiamo, ma senza interesse eh?! Si tocca ma non ci si sporca, non ci si dipinge da capo a piedi con la sua energia. Ok?

Ok un cazzo. Sono tutta imbrattata. E sto cadendo, dopo pochissimo tempo. Però sto sentendo la caduta, non è una follia tutta testa, né una sensazione appiccicosa o soffocante. È come un peso che ti butta giù nel vuoto e ti risucchia. Una forza di gravità che toglie il fiato, è come buttarsi in un pozzo e non vedere niente, dove vai, dove sei, cosa succede.

E quindi che si fa? Come ci si ferma? Ho appena scritto che dovevo sperimentare tutto, Ok! ma di nuovo qua sono? 

Di certo è qualcosa di nuovo. Di certo mi sta servendo per vedere tutte le ombre della mia, mancata, autostima. Del mio sentirmi inadeguata. Ahi ahi! qui mi sento super inadatta alla situazione, alla persona, addirittura, sensazione inedita questa, mai sperimentata. Forse alla mia anima mancava  questo tipo di sofferenza: il non sentirsi all'altezza di qualcuno, così abbiamo fatto l'emplein. Dopo questa ci fermiamo, eh anima? L'Importante è che tu ti diverta, io sono qui per questo, eh? A disposizione! 

Vediamo quanto dura e dove mi porta, ma te lo dico Mari del futuro (unica lettrice) mi sto cacando sotto. 


In picchiata, 

Marì


domenica 5 gennaio 2025

Riflessioni di una naufraga

Oibò.

Dopo ormai 5 anni ritorno qui. Ho riletto parte del blog, come faccio ogni tanto. Comprendo che molte cose sono cambiate, ma che poi sono sempre la stessa. Adesso, a 20 anni. Com'è possibile? Trovavo sempre un punto di svolta, una nuova consapevolezza, ma sapevo già molto allora e non credo di saperne molto di più ora. Su di me e sulla vita. Forse acquisisco sempre più sicurezza in me e in ciò che sono disposta a rivivere o a tollerare. Comprendo che sono innamorata dell'amore,  ho amato intensamente, mi sono ossessionata, ho perso e ritrovato me stessa come se fossi in una barca in tempesta, più e più volte a girare in tondo. Ma ora comprendo che io sono proprio quella, quella barca in tempesta in cerca di emozioni, esperienza, vita.

L'inadeguatezza scompare. Sono questa. Punto.

Sicuramente ad ogni svolta ho perso sempre meno di me, restando intera. Ricordandomi il nucleo, questo è bello. 

Posso dire che, davvero, no feeling is final. Qualcosa resta immutato, ma pochissime cose, che oggi leggo con distanza e allora vivevo come fulcro assoluto. 

In questi 6 anni un amore è rimasto immutato nel tempo, forse era quello che cercavo? Sebbene non definito, non corrisposto, non vissuto. Un amore che mi trascina da una parte all'altra delle mie esperienza di immersione nella vita. 

Anche questo amore muta, ma sembra persistere alle avversità, a differenza del resto che appare e scompare dalla superificie del fiume che scorre. 

Se ricordassi questo, ogni volta sarebbe meno impattante. Ma non sono fatta così, io. Io sono per il tutto o il niente. Per l'ossessione totale o l'indifferenza assoluta. 

Per gli amori struggenti, o il cinismo schiacciante e tutto questo perché sono qui per vivere. Non per fare calcoli razionali o pormi costantemente sotto la lente del giudizio. Sono qui per sperimentare, amare, piangere, avere gli attacchi di panico, mollare tutto, ricominciare, sono qui per vivere l'umanità tutta. Non per pormi su uno scranno e valutare costantemente cosa fare e cosa no e come appaio e cosa pensano di me. 

Cazzate. 

Vi mando un bacio

Riflettendo e librandomi

Marì 


lunedì 23 dicembre 2019

Last Christmas I gave you my heart..

Ciao amici lettori! Rieccomi qui dopo mesi di silenzio...Come al solito sparisco per un po', ma poi torno sempre a casa ;)
Comunque riflettevo sul fatto che il Natale non sia più così pesante per me, anzi... Lo vivo con leggerezza, da spettatrice silenziosa. Incarto pacchetti di Natale con in sottofondo 'Last Christmas' degli Wham. Una cosa per me impensabile fino solo all'anno scorso o a un paio di anni fa. Per me il Natale è sempre stato uno stato d'animo intollerabile, non un periodo ma proprio uno stato d'animo, estremamente pesante e ricco di riflessioni sulla mia vita e sulle mie mancanze, in generale: 'oddio non ho abbastanza amici, oddio nessuno mi ama, ma perché tutti hanno una famiglia normale tranne me... Etc etc'. Pensieri pesanti che mi buttavano in un malumore che Grinch, spostati. 
Poi accade che mi ritrovo il 23 dicembre a impacchettare regali con insolita leggerezza e allegria. Qualcosa è cambiato, non ho un numero maggiore di amici, anzi, non ho l'amore (stendiamo un pietoso velo) la mia famiglia è sempre splendida e strana così com'è. Eppure io sono diversa, sono leggera, il Natale non mi triggera più, perché in qualche modo ho trasformato la lamentela in gratitudine, ho depotenziato il Natale, l'ho reso innocuo e neutro, esattamente per quello che è: un'occasione per riunirsi, mangiare fino a scoppiare, giocare a tombola con le bucce dei mandarini, il pandoro con la crema pasticcera, i regali, il brindisi di mezzanotte e poi tutti a casa a soppesare il bottino della serata. 
Questa trasformazione mi dice molto sui passi che sto facendo nella mia crescita personale, sono passi che sembrano invisibili agli altri, ma per me sono enormi. Acquisire la consapevolezza di stare bene e in pace così come sono, da sola o con altre persone, saper apprezzare il momento presente per quello che è senza troppe ansie o pesi insostenibili. Sapere che ogni scelta e ogni percorso intrapreso era perfetta per portarmi alla destinazione, che ancora non so quale sia, ma incomincia sempre di più ad aderirmi sulla pelle. Soprattutto sto imparando la calma, e la posatezza. La calma nel senso ampio del non dover per forza fare, dire o pensare qualcosa, ma avere la possibilità di semplicemente 'essere'. A questa consapevolezza ci sono arrivata in vari modi, primo fra tutti la meditazione basata sulla consapevolezza, insieme alla lettura di libri dei maestri illuminati... Ci sono arrivata dando ascolto alla mia parte più profonda,la mia anima, e dando piena fiducia a questa fonte di infinita forza e saggezza...

Che bel Natale e che bel 2020 si prospetta!
Xox Mari

martedì 5 marzo 2019

Ethernal Sunshine of the Spotless Mind



A volte vorrei essere nella realtà del film 'Se mi lasci ti cancello', per rimuovere quel momento in cui ho capito cosa sei per me.
Cancellare i momenti, tornare indietro. Che poi forse le cose sarebbero successe ugualmente, per via dell'attrazione indomabile.
Il problema non è che non posso stare con altre persone, il problema è che nessuno sarà mai te. Che senso avrebbe, vivere qualcosa che sarebbe solo una pallida imitazione?
Mi sento senza via d'uscita. Non ho difese né rimedi a te.
Dovrei aspettare all'infinito? E come ci arrivo a quel momento, se ogni giorno la lotta è sempre più dura?
Per la prima volta non so come affrontare una situazione. Non posso fuggire, dell'indifferenza neanche a parlarne, chiodo schiaccia chiodo? Ma fatemi il favore. Ovviamente mi dai da scrivere, il ché è sempre un bene. Ti avrò scritto oltre 30 lettere, più altre pagine di diario.
La testimonianza di una storia che ha dell'incredibile per me. Mai ho creduto all'esistenza dell'anima gemella, eppure eppure... Ovviamente l'anima gemella della vostra cara scrittrice è inaccessibile, come avrebbe potuto essere altrimenti?
Dolce ferita, mi tagli il cuore, poi richiudi la ferita con uno sguardo. Lo sguardo d'amore, orgoglio e possesso che mi fa sentire intera. Quello sguardo che quando non è nel mio orizzonte mi fa sentire mancante di un pezzo. Mi manchi come se fossi una mia gamba, un braccio. Si può vivere senza un pezzo di sé? Forse si, forse sì.
'L'infinita letizia della mente candida'
Marì

venerdì 15 febbraio 2019

E Statte zitta!


E statte zitta


che ne sai tu de quello che sento

c'ho na fitta ma nun me lamento, nun me lamento

Amore un corno

i panni s'asciugano soli

e sto freddo non viene da fori

io ce l'ho dentro

 

Me ne andrò su una barca de fiori

Me ne andrò però nun me lamento

 

Solo me chiedo perché

sto così bene co te

Io che non ho paura

nella notte scura

A fa risse, guerre, scommesse

mille schifezze

Tremo tremo forte fra le tue carezze

Tremo tremo forte fra le tue carezze


 


E statte zitta

che ne sai tu de quello che ho visto

Eri bella in un altro posto

e non insisto

Amore in fondo

la vita mia è una bottiglia che se scola

e non me serve fra le lenzuola

chi me consola

 

Me ne andrò su una barca che vola

Me ne andrò ma non resterai sola

 

Solo me chiedo perché

sto così bene co te

Io che non ho paura

nella notte scura

A fa risse, guerre, scommesse

mille schifezze

Tremo tremo forte fra le tue carezze

Tremo tremo forte fra le tue carezze

 

Me ne andrò su una barca d'argento

Me ne andrò su una barca che vola

Me ne andrò ma non resterai sola


sabato 9 febbraio 2019

Occhi

Ho capito che gli occhi sono più importanti del cuore. Ho capito che l'irrazionalità, condita di cause karmike e tendenze fondamentali, annebbia lo sguardo e fa vedere immagini inesistenti.
Quando apro gli occhi, il mio cuore smette di parlare e di ricreare queste immagini evanescenti.
Devo dire grazie alla mia pratica buddista. Senza gli occhi del Budda starei ancora annegando nel mio mare di sofferenza e illusioni.
Finalmente vedo la luce. Finalmente mi sento libera e forte. Sento il diamante splendere, mentre lascio andare quelle immagini. Così leggera e in pace.
Se volete avere una visione chiara della vita, l'unica strategia a cui potete affidarvi è quella del sutra del loto. E se lo dice Nichiren (non io) potete star certi che starete bene e a vostro agio.

Marì

giovedì 17 gennaio 2019

Solitudine

Mi piace assaporare la mia solitudine e la profonda malinconia che mi accompagna sempre, come il fumo della sigaretta...
Tic, tic, toc, tic il rumore dei miei passi sul pavè, passi decisi e sicuri.
Mi piace assaporare questi momenti con me stessa, perché sono nuda, nessun sorriso di (vera, falsa? Non saprei) allegria sul volto. Sono io con i miei pensieri. Tu non ci sei, gigante che occupi stanze. Gigante buono e luminoso. Se ci sei mi sento più integra. Quando non ci sei riappare Malinconia, la mia grande amica e compagna.
Questo è il periodo dei grandi cambiamenti, il periodo della mia rivoluzione. Ma non sono preoccupata. Sono come l'oceano che, nonostante le correnti interne, manifesta sempre la solita calma piatta.
Non so dove voglio andare a parare con questo post. Mi torna in mente la poesia che scrissi a 18 anni, oggi come allora ho la tempesta dentro e nonostante questo, ho una grande forza che fa calmare la mia superficie.
Pensavo l'altro giorno alla verità. Il mio baluardo è la verità, in tutti gli aspetti della mia vita. Il mio grande obiettivo è manifestarla in ogni circostanza, sarò in grado di farlo? Certo che lo farò, è un lungo percorso, e sono molto felice di averlo iniziato.

Vi abbraccio
Marì