mercoledì 22 dicembre 2010

La memoria del futuro


Guardo al passato quando cercavo di ricostruire i tasselli della storia che mi divorava l'anima, senza riuscire a trovare una quadra. Era come se tutte le vicende fossero nascoste dentro di me, e inizialmente ne vedevo solo qualche spot, così a caso. Epoi pian piano, la luce ha illuminato tutti gli eventi e mi ha resa partecipe della storia che n'è uscita fuori. Mi sento poco responsabile della stesura del mio libro. Sono stata una spettatrice, come un lettore che passivamente scopre e assorbe gli avvenimenti.
Eppure ero io a scrivere, io colpita dai flash.
Ma a voi scrittori è mai capitata una sotria simile?
Mi sento euforica!

Bacioni non vedo l'ora di potervi far leggere la mia opera..
Marì

Il raggio è riempito di miele


Il raggio è riempito di miele
i tuoi occhi son pieni di sole.
I tuoi occhi, mia rosa, saranno cenere
domani, e il miele continuerà
a riempire altri raggi.Non mi fermo a rimpiangere i giorni passati
- salvo una certa notte d’estate –
e anche l’ultima luce dei miei occhi azzurri
ti annuncerà lieti giorni futuri.
Un giorno, madre natura dirà: “Mia creatura
hai già riso, hai già pianto abbastanza”.
E di nuovo, immensa
sconfinata, ricomincerà
la vita, senza occhi, senza parola, senza
pensiero…

Nazim Hikmet

Questa poesia pesa così tanto, che con la sua importanza si è incisa da qualche parte dentro di me. Ho una profonda speranza che si realizzi.

sabato 18 dicembre 2010

Dediche spezzate


A (...) per la forza e il coraggio con cui i suoi occhi nocciola e oro non hanno mai abbandonato la strada...

Non apparirà mai questa dedica sul mio libro, peccato, c'è chi i treni riesce a prenderli in tempo e chi ti butta sulle rotaie con la sola forza del fiato che riversano del mondo, togliendo l'aria che respiri e buttandoti al fondo di un burrone.
Ma passiamo a noi.

Vi dedico un attimo di euforica ispirazione in un normalissimo soggiorno in biblioteca:

Non ancora lacrime sulle mie labbra

Cosa dovrei fare se le mie mani fremono
Di riversare le parole che camminano indomite
tra le mie dita
E tutto è denso di quest’impalpabile magia
Densa nel tutto
Segnali dalla vita che annaspano
In una bolla di realtà straziante
Flussi e riflussi di emotività
tenacemente mia, apparentemente lontana
Un freddo penetrante mi sferza
le guance morbide e asciutte
non ancora lacrime sulle labbra
non ancora carezze sulle mie mani
non ancora calore dentro un sorriso
ma è tutto così irrimediabilmente
meraviglioso e colmo d’amore che
riesco soltanto a scrivere e lasciarmi
andare allo sciabordio delle onde.
Una solitudine sottile ma consistente
Scorrer di parole dolcissime
Svuotar di talenti la mia anima tremante
Il corpo saturo di espressioni ancor galleggianti
Nell’aria
Sensazioni indescrivibili
Azioni inenarrabili
Amabili pensieri
Straordinari esseri nel mio cammino



Tanti saluti e abbracci...Non vi auguro un buon Natale, perchè mi salirebbe l'ansia

Marì

sabato 4 dicembre 2010

...Romanticism...


Cari amici,
Se non mi si è vista in questo periodo è perché sono stata travolta dall'ispirazione che mi sta facendo concludere il mio tanto travagliato romanzo. Non so se sarà mai un'opera degna del nome, ma rappresenta un periodo di vita che vorrei archiviare.
Non è vero che si scrive solo con la soffrenza, da quando sono serena, scrivo molto meglio e, non essendo coinvolta emotivamente, le opere iniziano ad avere un senso anche per gli altri, non solo per me che scrivo.
Purtroppo l'ispirazione per le poesie, quando non si è tromentati scarseggia. Comunque passiamo a noi.
Ho fatto diverse riflessione in questo periodo.
La prima tra queste è sul romanticismo (ps. Adesso sono single e si parla in generale ogni rif è puramente casuale). Io non sono così cinica perché non credo nell'amore, non credo nelle coppiette, che è diverso.
Penso siano stomachevolmente dolciastre, peggio un un Babbà con la panna.
Io sono più concreta, un po' come Neruda "T'amo come s'amano certe cose oscure, segretamente tra l'ombra e l'anima". Potrei uccidere se m'arriva il messaggio del mattino con su scritto: "buongiorno principessa", perchè 1 il poverino stravolge tutto il senso de "La vita è bella", se avesse voluto riferirsi a quello, e 2 essere svegliata dal trillo del cellulare e in più leggere che non si stia incendiando una casa, per me è troppo. Mi spiace uccidere i sogni delle disney-dipendenti, ma è una questione di prinicpio.
Se amo non ho biosgno del tuo buongiorno, perchè ti ho dentro in ogni istante, le conferme esteriori mi servono con atti reali e concreti. Le parole sono così labili che la mattina un uomo può dire di amarti e la sera uscire allegramente con un'altra.
Le promesse sono una cosa che non faccio mai, o quasi, perchè nel momento in cui le fai il tuo umore potrebbe non essere quello di una vita intera, ma una distorsione dello spazio che ti circonda per effetto di un entusiasmo passeggero. Preferisco ogni giorno avere la sfida di riconquistare ed essere corteggiata dal mio uomo, preferisco non fidarmi delle parole. Scelgo di vivere il presente secondo dopo secondo, consapevole del fatto che per natura, niente resti com'è, e tutto cambi in attimi di cui non abbiamo il controllo e non l'avremo mai. Mi piace vivere con questa certezza e accetare che il mio uomo possa dirmi "Non ti amo più", lo accetterei perchè la vita cambia, chiude strade inaspettatamente, ed è il modo in cui costruisci una strada nuova che definisce come sei.
Preferisco pensare che un uomo non si sia innamorato di me e io ci sia stata male da morire, non perchè fosse l'uomo giusto, ma perchè quel dolore mi sta portando lontano. E tuttavia sempre più vicino all'uomo che ogni giorno, senza bisogno di promesse, saprà ricordarmi cosa sia l'amore.
La penso così: Ogni minuto passato con un uomo sbagliato è un minuto perso con l'ipotetico uomo giusto.
Quindi basta piangersi addosso, e definiamoci come donne, prima di basare la felicità su una cosa effimera ed evanescente come l'amore romantico. Se sei indipendente da qualsiasi cosa o persona, niente può buttarti giù per un lungo periodo.
Avevo bisogno di sfogare la mia protesta contro le coppiette!!!

Ora vi saluto
From Marì with love

venerdì 19 novembre 2010

“Nel momento in cui sono debole, sono forte”


Perché capirsi è così difficile?Perchè capire richiede tutto questo impegno? Perché se fosse semplice smetteremmo di cercare, di evolverci di diventare uomini day by day…

Ma è quando finalmente accendi la luce dove avevi tirato una pesante tenda di velluto, in quel momento che ti senti uomo.

“Nel momento in cui sono debole, sono forte”diceva San Paolo, sembra una di quelle frasi fatte senza significato,ma non è così e non lo capisci finchè non lo sperimenti. Quando c’è una falla nel sistema, quando c’è una crisi e allarmi si accendono da ogni dove hai la possibilità di scegliere: proteggerti e nascondere il danno, oppure affrontare la crisi e capire cosa l’abbia provocata e quindi riparare l’intero sistema.

Almeno riconoscere i propri limiti e smetterla di nasconderli è un gran passo avanti.

Quando ti senti così piccolo da voler sparire,quello è il momento di mettersi davanti allo specchio e vedere dov’è che sanguina l’anima.

Non bisogna mai smettere di chiedersi dov’è che sbagliamo, cos’è che ci fa sentire inadeguati e mai pronti di fronte alla vita. Cos’è che ci fa comportare sempre allo stesso modo?Cos’è che ci fa fallire o vincere ogni volta?

Smetterla di piangersi addosso e risolvere i problemi è un bel modo per stare al mondo…

Xoxo

Marì

martedì 9 novembre 2010

Rifiuto, Rabbia, RIMPIANTO,depressione, accettazione.


Non ci posso fare molto;sui miei pensieri intendo. Li rinchiudo ogni giorno in una stanza nella mia mente. Ed è come se vivessi guardando continuamente quella porta, con la paura che si possa aprire da un momento all’altro. Così facendo non faccio altro che pensare alla porta mentre sorrido, mentre sopravvivo, mentre cammino nella mia vita.
Mi manca, non c’è molto da dire, mi manca, anche se la sua mancanza riesco a non sentirla drogandomi di realtà. Ma quando mi fermo è terribile, niente tiene chiusa quella porta e mi travolge con tutta la sua luce spalancata su di me. Non riesco fisicamente a scacciare tutte quelle immagini e questo sentimento soffocante di rimpianto. Sono consapevole di tutte le cose che si dicono in queste circostanze, so che arriverà anche per me e bla bla, ma sapete meglio di me che quando ami non puoi accettare di pensare a qualsiasi altra persona. Non ce la fai La sfida più dura da affrontare ogni giorno è il rifiuto E’ terribile il rifiuto, così terribile che alla fine ti senti tu stesso un rifiuto, accettare che lui non stia pensando a te, perché non gli importa proprio di come stia andando avanti la tua vita, semplicemente ti ha scartato e va avanti, pensa ad altre o ci prova o fa il cretino con belle ragazze, e a volte si ricorda che ci sei stata, ma è un pensiero di ego che si gonfia delle sue conquiste, non una mancanza. Non un suo sentimento è simile al tuo, perché a te sembra di soffocare a pensare a queste cose che a lui non sfiorano nemmeno lontanamente i pensieri. Lui ride, tranquillo e soddisfatto, con la coscienza pulita per essere stato sincero. E tu che soccombi a tutto questo e ti sembra di poter affogare da un momento all’altro. Devi capire che per lui sei solo un possedimento, un pezzo di terra che ha conquistato, e se è geloso è solo perché sei una sua proprietà e si ricorderà di te solo nel momento in cui qualcuno minaccerà il suo possedimento. Di te Maria, non gli importa nulla, nulla.
Basandoci sulla teoria delle fasi del dolore sono alla terza, ho già passato: Rifiuto, rabbia e ora rimpianto. Mi manca depressione(che in realtà ho vissuto per tutto il tempo) e accettazione.

martedì 2 novembre 2010

We are young, we are strong,
we're not looking for where we belong
We're not cool
We are free
And we're running with blood on our knees

Sì a volte che non si realizzi un sogno è una gran botta di fortuna, come ha ben detto una mia amica. Vediamo dove mi porterà tutta questa fortuna! ;)

martedì 26 ottobre 2010

bruciare tutto, divorare la vita e non fermarsi mai.


Here I am.
Io non mollo, perché sono una persona straordinaria e anche se a volte mi comporto come se non lo fossi. Lei resta sempre dentro di me, nascosta o forse protetta da una corazza che si preoccupa di somatizzare i colpi esterni.
Il mio sogno, credo si sia capito, è principalmente di finire il mio libro e se non sto scrivendo è solo perché la mia autostima ha avuto un picco in negativo e ho paura di scrivere e vedere che non sono in grado di farlo.
Eppure eccomi di fronte alla tastiera che non mollo il mio destino nemmeno per un minuto.
A volte stare al mondo è particolarmente difficile, e diciamocelo quello che mi irrita di più è ascoltare frasi fatte, proverbi e modi di dire. Mi viene un’orticaria su tutto il corpo e sono costretta a smettere di respirare e cambiare aria.
Potete consolare le vostre vite inconsolabili con le frasi fatte, perché la mia vita non è catalogabile. La mia vita non ha bisogno di modi di dire pronti per ogni occasione. Non ha bisogno della compassione, la disprezza. Ha bisogno del fuoco vivo con il quale brucio tutto quello che mi tocca.
Se stai leggendo sappi che ti ho mentito. Io non smetterò di lottare, non ho mai smesso e non credo di poter smettere. Non è una cosa che riguarda me, non è un discorso egoistico: io non ho bisogno di un uomo al mio fianco, sennò ne starei già cercando un altro, non ho bisogno di sesso, perché l’avrei fatto. E’ solo che ti amo, ma non mi perdo d’animo. Io la vita la divoro, se non sarai con me vorrà dire che ho sbagliato i miei calcoli, quando, già da lontano ,sapevo che saresti stato Tu.
Questo grande errore di valutazione sarà la base per la mia evoluzione, ma tu ci sari comunque. Sei la mia persona, tu ci sarai sempre…Sempre.

lunedì 18 ottobre 2010

Attimi


Il legame mi tiene troppo stretta a te per riuscire a divincolarmene. Il fatto è che non ci sto nemmeno provando ad allontanarmi...

Sto capendo con te, tutte le sfumature delle parole :MANCANZA, ASSENZA, e LONTANANZA. Non mi piacciono per niente come parole, e come sensazioni. Soprattutto con te che ti porti via tutta la mia vitalità ogni volta che mi saluti.

Io non temo di incontrarti, temo di non farlo e aspettare tutto il giorno senza poterti vedere, o sentire quello che dirai. Sappi che preferisco litigare con te e sentire le peggio cattiverie uscire dalla tua bocca, piuttosto che fare discorsi piacevoli con chiunque altro.

Ti vedo spuntare dagli angoli della mia vita e ogni volta che lo fai mi trafiggi, ma poi tutta la mia vita riprende l'equilibrio che dovrebbe avere sempre. Ogni attimo attimo trascorso con te pesa più di ogni altro attimo, sono gli unici in cui mi sento protetta dalla vita che torna a farmi male, mi sento libera e a casa.

Ora dimmi come si fa a rinunciare a tutto questo.

Non so dove sia la forza quando mi serve. Io vorrei essere forte come tutti pensate che sia, lo vorrei davvero.


Mi manchi da morire


Marì

venerdì 8 ottobre 2010

Sciarpa


Sto cucendo una sciarpa orribilmente brutta..E' piena di buchi, salto i punti, faccio una fatica mortale. Ma lei rappresenta un pò come sto vivevndo adesso:punto dopo punto, passo dopo passo cerco di costruire una vita sempre più precisa e senza buchi.


Mi manchi, e il mio è un sopravvivere. Un segnare una tacchetta sopra l'altra ogni giorno che passa, come una piccola vittoria personale.


E non voglio niente, lotto quel poco per sentirmi un pò meno fallita.Ma la realtà è che mi sto facendo trsportare dalla vita, chiudendo gli occhi per non soffrire troppo.


Mi rendo conto che non cerco la felicità, evito la tristezza, tutto qui.nessun passo avanti.


Non è per niente positivo. Non fate mai come me. Lottate sempre per quello che vi appartiene.


Io l'ho lasciato andare dopo l'ennesima delusione e adesso cerco solo di non schiantarmi contro gli scogli, mentre lo sciabordio delle onde mi porta via con sè.

Prima o poi riaprirò gli occhi, magari la luce mi accecherà ferendomi lo sguardo, ma la verità per quanto terribile sia è l'unica cosa che ho...


Baci

Marì


venerdì 27 agosto 2010

In cammino


C'è una cosa, solo una, che non riesco a smettere di fare quando mi trovo in quello stato di ipersensibilità cioè scrivere:e ogni emozione che per chiunque sarebbe una piccola scossetta, io la avverto come una esplosione che destabilizza il mio corpo.

In questi giorni così elettrici, per non farmi mancare niente ho preso tra le mani un libro di poesie di Nazim Hikmet è stato come portarmi direttamente dall'ipersensibilità ad uno stato sovrannaturale. Mi sento un pò su un altro pianeta, completamente frastornata e rallentata in ogni mio gesto.

Sarà perchè ho ricevuto un altro colpo.

Sarà perchè l'estate sta giungendo al termine e l'autunno oltre a portare foglie scure mi avvolge nella magia della morte così ossessivamente attraente.

Sarà perchè ci sono alcune parole dentro di me che stanno schiacciando le mie viscere, facendomi soccombere al loro peso. Vorrei pronunciarle. Ma a volte le parole sono così forti da recidere i legami, da spazzare via interi villaggi, persone,mari, sabbia, venti, fiori gialli, rossi e arancioni. Strappano via tutto e ti ritrovi al centro di un cerchio di fuoco: completamente solo, ma forse un pò più leggero.

Sarà che ci sei tu, e con la tua presenza cancelli il presente e il dolore delle tue stesse scelte. E con gli occhi marroni e d'oro mi fai sentire più forte e più indifesa al tempo stesso.

Sarà che l'ispirazione ti colpisce quando la delusione ti ha buttato a terra, e ti tira sù con le sue dolci mani, terribilmente pesanti e malinconiche.

Eppure nonostante tutte queste emozioni che mi stordiscono vedo chiaro il cammino illuminato di un sole al tramonto che cerco di raggiungere ad ogni passo. Mi volto e alla mia sinistra, dall'altro lato della strada ci sei tu. Non mi tieni la mano, ma sei abbastanza vicino da sentire la tua forza che mi spinge a continuare a mettere un passo di fronte all'altro. Così vicino, da sentire la leggerezza del tuo sorriso. Così vicino da avvertire come mie le tue sofferenze e le tue gioie.

Intorno a noi la folla di gente ad un passo. Tutte le persone che amo e mi sostengono quando cado. Perchè tu non puoi, tu non puoi tirarmi sù, puoi solo osservarmi da lontano e sperare che io ti segua. Non so dove stiamo andando.Però mi piace camminare con te.


martedì 10 agosto 2010

Come il fiume che scorre


...T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato...

Pablo Neruda


Esattamente come mi sento in questo momento.

La mia vita si può riassumere con un'immagine molto semplice. Io sono sulla riva di un fiume e vedo scorrere sotto di me la miriade di anime che sfioro o no con le mie dita. Alcune le tiro sù a riva con me, alcune le rimetto nel flusso del mondo che continua il suo moto perpetuo e ineluttabile.

Sento a volte forti legami con alcune persone, ma poi mi ritrovo a recidere il filo che ci teneva unite e vedo scaglioni della mia vita che se ne vanno nel flusso dei miei ricordi.

Vorrei che tu restassi qui ad osservare il mondo con me, a tuffarci nella realtà colorata o ritornare in silenzio nel nostro mondo di immagini risate e discorsi sconclusionati.

Ho passato tutta la mia vita a cercare di entrare in piena sintonia con le persone che incontravo, e vi riuscivo talmente bene che esse si aprivano a me raccontandomi particolari di vita anche molto personali. Io ho accolto dentro di me le loro parole che come strati di tessuto si sono depositate la fondo della mia anima inspessendo anche la mia di esperienza.

Poi sei arrivato e non ho dovuto sintonizzarmi alla tua frequenza, perchè sei entrato nel mio mondo di carta senza che riuscissi a tenerti fuori. Mi hai spaventata, ma adesso sei dentro. Non uscire... Che senso avrebbe sennò tutto questo?

...Everybody hurts sometimes...


Marì

martedì 27 luglio 2010

Dalla pesantezza alla leggerezza


A volte mi capita di piangere ancora…Quando il passato mi afferra per la gola alle spalle, senza preavviso. Ma non si tratta di reale tristezza, piuttosto di un’abitudine ormai radicata in me. Il passato mi assale e come un arco riflesso le lacrime incominciano a scendere sulle mie gote incontrollate, e impalpabili, indifferenti quasi alle emozioni tutt’altro che disperate nel mio petto.
Non mi appartiene più, quasi ne sorrido della sofferenza che mi schiacciava le viscere, ne rido e mi sento stranamente leggera.
Dalla pesantezza alla leggerezza, il cuore mi si fa leggero quasi prende il volo. Non sei più una minaccia per nessuno, nemmeno per me stessa e questa sì che è una grande rivincita.
Tu sei Thomas di Kundera e io fortunatamente non ero la tua Teresa, forse sono stata per un po’ Sabina, ma niente di più e questo mi rende forte, incontaminata dalla debolezza che spezza le azioni e ti rende schiava di un amore sconfinato e di una dipendenza quasi parassitaria verso di te!
La leggerezza è uno stato dal quale non voglio andarmene, niente vestiti pesanti, niente valigie, sofferenze passeggere e volatili come piume, che mi sfiorano e mi abbandonano in un batter di ciglia. La pesantezza mi ha tolto troppe visuali, da quassù tutto è più piccolo e perde di importanza…Formichine all’orizzonte della mia vita improvvisamente piena e libera al tempo stesso…

Un abbraccio alato
Marì

lunedì 26 luglio 2010

Fix you


A volte perdo tutto...perdo me stessa, le parole che occupano la mia vita, l'ispirazione che mi permette di respirare...
Perdo tutto eppure dentro di me ho tutto... Vivono in me emozioni così forti da farmi perdere per giorni.
Forse torno
La dico spesso questa frase, perchè alla fine chi si perde prima o poi torna sempre.. Io torno sempre. L'emozione più grande è quella di avere la sensazione di non sapere dove ci si trova, ma in qualche modo l'istinto ci riporta sempre a casa...






Fix You



When you try your best, but you don't succeed
When you get what you want, but not what you need
When you feel so tired, but you can't sleep
Stuck in reverse

And the tears come streaming down your face
When you lose something you can't replace
When you love someone, but it goes to waste
Could it be worse?

Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you

And high up above or down below
When you're too in love to let it go
But if you never try you'll never know
Just what you're worth

Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you

Tears stream down on your face
When you lose something you cannot replace
Tears stream down on your face
And on your face I...

Tears stream down on your face
I promise you I will learn from my mistakes
Tears stream down on your face
And on your face I...

Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you

sabato 12 giugno 2010

Qualche pensiero...Sarebbe troppo presuntuoso chiamarli aforismi...

I sogni sono come i libri: in essi puoi riversare frustrazioni ed affrontare le tue paure con la sola forza dell'immaginazione...

Scrivo per poter toccare il mio pensiero con le dita.

Nella vita tutto ha una fine, la forza per accettarla è un atto di coraggio assoluto.

E poi ci sono quelle melodie che s'attaccano alle pareti della tua cassa toracica e ti strizzano forte i polmoni, lasciandoti senza respiro.

Je veux juste une dernière danse

venerdì 11 giugno 2010

Ad uno stronzo qualunque...



Se la morte

fosse un vivere quieto,
un bel lasciarsi andare,
un'acqua purissima e delicata
o deliberazione di un ventre,
io mi sarei già uccisa.
Ma poichè la morte è muraglia,
dolore, ostinazione violenta,
io magicamente resisto.
Che tu mi copra di insulti,
di pedate, di baci, di abbandoni,
che tu mi lasci e poi ritorni
senza un perchè
o senza variare di senso
nel largo delle mie ginocchia,
a me non importa

perchè tu mi fai vivere,

perchè mi ripari da quel gorgo
di inaudita dolcezza,
da quel miele tumefatto

e impreciso
che è la morte di ogni poeta


Alda Merini

Questa volta scrivere potrebbe portare a catastrofi disumane. La piaga nera, sempre più profonda, che hai inferto mi sta portando in punta di piedi alla pazzia.
E cerco di tenere lo stomaco saldo, di non pensare a quanto insignificante mi appaia ora il nostro rapporto.
E' una rassegnazione forzata. Io volevo combattere, ma tu hai battuto in ritirata, hai mollato senza tirare bandiera bianca. Mi hai abbandonata senza un addio.
E questa soffocante indifferenza, sopportabile solo dall'alienazione che porta lo studio.
La morte, con te, è giunta più volte. Ma forse, questa volta, a morire sei tu.
Scompari dal sostrato della mia psiche, perdi di dimensione. E' bastato lo spillone della tua mancanza di rispetto a bucare e sgonfiare quel fantoccio di plastica che eri tu.
E' finita davvero e me ne vanto.Anche se so che giungeranno nuove crisi per la tua mancanza, so anche che adesso la forza per superarle nasce dall'odio ed è nutrita dal disgustoso amaro che mi hai lasciato in bocca.
Questa volta ho le armi per combattere il tuo demone e , guarda un pò, sei stato tu a darmele.

A mai più
Marì

domenica 30 maggio 2010

Lui

E poi c'era lui...E non mi ha mai amata...

Nothing to say

sabato 29 maggio 2010

Love letter


Buongiorno lettori!!!

Oggi ho una proposta diversa dal solito. Per il mio libro, mi serve scrivere una lettera d'amore dalla protagonista ad uno dei personaggi. La storia è molto complicata, ma quello che serve sapere è che in nessun modo posso stare insieme. La sto scrivendo, ma mi piacerebbe prendere spunti da altre persone, quindi se avete voglia di mettervi in gioco, potete lasciarmi dei commenti con alcune idee per questa lettera, anche solo brevi frasi.

Quando l'avrò scritta, la pubblicherò in anteprima qui sul blog. E' l'unica parte del romanzo che pubblicherò prima del tempo!


Grazie in anticipo

Marì

mercoledì 26 maggio 2010

Ti incontrerò alla brezza della sera


E' una poesia che ho scritto due anni fa...leggermente modificata


Osservo il volo delle rondini


Si poggiano sul mare di sensazioni


E allargano cerchi di silenzio


Che nell’anima pace infondono


E nel cuore tempesta agitano


Le grida del silenzio mi incutono


Un terrore celato e nascosto


Un palpitante fremito d’azione


Dietro ad una maschera limpida


L’anima canta sulle urla del cuore


E capii d’amarti dal vento


Distrugge ma da forza di costruire


Ti amai come il sole che da lungi


Mi osserva,illumina e scalda


Mi fusi in te come gabbiano


Nella purpurea malinconia della sera


E capii di amarti nel sogno


Di fragranti risate puerili


Come il profumo che’l passato rimembra


E ti coglie nel colpevole giorno


Ricordando il buio del cuore


E capii di amarti dall’immagine


Della libertà del mio amore


E del tuo corpo che è svanito


Un palpitare d’ali di farfalla


Il tuo seguito è magia e vita


Rumore di un battito di ciglia


E capii di amarti da sola


Udendo il pesante tonfo di gocce


Dalle finestre nella realtà


Alle camere della dimenticanza


E capii d’amarti dal suono


Del suo sorriso sulla mia pelle


Se continuerò a vagare per valli


Se volerò su posti che parlano


Di te e di me


Semmai ti arriverà il mio pensiero


Sappi che ti aspetterò e ti


Incontrerò alla brezza della sera...

venerdì 21 maggio 2010

Il Ragazzo e la Ballerina

Questa piccola storia èstata creata dalla mia mente ascoltando "Aria" di Giovanni Allevi, quindi è così che dovete leggerla,ascoltando questo brano. I movimenti della narrazione sono strettamente legati all'andamento delle note.Perfavore ascoltatela, leggetela e vivetela così...Grazie



Il Ragazzo e la Ballerina



Una ballerina volteggiava sopra ad una trave a strapiombo su una strada desolata. Da lì riusciva a vedere l'infinito pezzo d'asfalto che il guardrail divideva da un dirupo fatto di sassi, terra e piccoli arbusti verdi. Sotto di esso una piccola spiaggia corniciava l'oceano da qualche parte a Sud del mondo.

D'improvviso vide correre la figura di una ragazzo con un paio di jeans e una felpa grigia.Il ragazzo appoggiò la sua testa riccioluta sulle braccia incrociate a ridosso del guardrail.Dopo poco si mosse e scavalcò la recinzione e a fatica raggiunse la spiaggia.

Solo il silenzio del mare avvolgeva i suoi pensieri tristi e sconclusionati. Poi si accorse che l'ombra di una grotta dietro di lui, lo stava osservando. Incuriosito si avvicinò ad essa.

Quando la ballerina vide il ragazzo scomparire dentro la grotta decise di abbandonare la sua trave, ma lasciò le sue scarpette per essere sicura di ricordarsi di tornare indietro a riprenderle. Raggiunse il ragazzo che camminava lentamente nell'acqua bassa della grotta.

-ciao!- disse allora il giovane.

-ciao..-. Sul muro della grotta trovarono una rete verde consunta dal sale marino e dal tempo, la vollero tirare fuori dalla grotta, quindi la trascinarono piano piano sulla sabbia bianchissima e farinosa; tra le maglie della rete vi erano incastonate delle conchiglie bianche e rosa, di quelle che ricordavano vagamente le torri dei castelli sul mare.

La ballerina ne prese una fra le mani e ne scoprì il contenuto: vi era un piccolo pezzetto di carta da cucina semi trasparente. Sopra c'era scritta una storia come questa che sto raccontando. Scoprirono tutti i biglietti, e trovarono poesie pensieri e messaggi mai recapitati.

Il ragazzo prese la sua polaroid dallo zaino e scattò una foto di loro due.
Scrissero il loro messaggio dietro la foto e appesero la conchiglia tra le altre nella rete.Poi si presero per mano e cominciarono una danza su una musica che solo loro potevano udire, danzavano e volando tra le nuvole di quella giornata, caddero in una canoa abbandonata, montarono sù e navigarono fino al primo pezzo di terra che incontrarono.

Quando arrivarono al loro isolotto, accesero un falò, prepararono la cena e allestirono una capanna.

Trascorsero così gli anni, nacquero due figli:Elie e John. Ma purtroppo una di quelle notti il ragazzo e la ballerina vennero accarezzati da un sonno che non smise mai più di cullarli tra le sue braccia.

Quel giorno Elie e John piansero stretti in un abbraccio che poteva contenere il mondo intero, quando le onde del mare abbandonarono sulla loro spiaggia una conchiglia azzurra e rosa bellissima. Elie la tastò e trovò al suo interno una foto. Erano mamma e papà. Sorrise genuinamente mentre leggeva il messaggio che avevano lasciato.

I due fratelli spolverarono dall'usura del tempo la vecchia canoa, vi montarono sopra e navigarono finché raggiunsero la terra ferma. Lì trovarono la vecchia rete incastrata in una roccia sulla spiaggia, allora appesero la conchiglia nell'unico spazio rimasto libero tra le altre conchiglie.

John mise in spalla lo zaino abbandonato sulla spiaggia e cominciò lentamente a risalire la strada , camminando verso l'orizzonte basso e lontano.

Elie, invece, si arrampicò sulla vecchia trave, indossò le scarpette appese alla sua estremità e cominciò a volteggiare tenendo lo sguardo sulla figura del fratello che si allontanva, sempre più piccolo, fino a sembrare un puntino nero su un foglio grigio.


..."Il vento ha portato qui le nostre vite e qui ritorneremo al termine del nostro viaggio. Il Ragazzo e la Ballerina"...


La conchiglia azzura e rosa risplendeva al sole più di tutte le altre, estremamente soddisfatta di aver portato a termine il suo compito.
Maria Cozzupoli

lunedì 10 maggio 2010

Euforia del mio mestiere...


Grassetto
Credo di non aver scritto io il mio libro per intero. Perché le idee sono arrivate come proiettili provenienti da fonte incerta che hanno incendiato la mia mente di spunti, poi parole incontenibili sono sgorgate come sangue dalla mia bocca, solo in un secondo momento ho rivisto tutto, ma ne sono certa c’è una parte dentro di me che è un essere separato, probabilmente geniale, a volte riesce a comunicare con me e mi suggerisce quello che mi serve per proseguire.


E quando questi proiettili mi colpiscono trafiggendomi, gli occhi mi si svuotano e non vedo più niente, non sento più niente, rimango incollata a quell’idea con la folle paura che possa sparire da lì a pochi istanti se non la imprimo su di un foglio immacolato e reduce del mio entusiasmo che rischia di divorare tutto quello che ha intorno.


Vivo imprigionata nei miei simboli. Tutto quello che scrivo nelle mie piene capacità mentali non è altro che la razionalizzazione dei miei pensieri astratti e senza logica che vorrebbero restare così senza che nessuno ci mettesse le mani sopra. Scrivo e scrivo, a volte sono solo stronzate senza senso, ma diventa una dipendenza dalla quale è difficile uscire,mi sento così legata a quello che scrivo, che lo accudisco come un bambino in fasce correggendone gli errori. Mi capita persino di sentirmi gelosa degli occhi altrui che rubano le mie parole così confusamente sensate da essere apprezzate. Inspiegabilmente vorrei poter essere l’unica posseditrice del segreto della mia essenza.


Razionalmente non sono in grado di mettere insieme un’idea sensata, ma poi arrivano questi momenti mistici in cui tutto sembra essere stato illuminato dai riflettori fino a quel momento rimasti spenti sulla scena che mi mancava per concludere la mia storia.
Ed è una sensazione di euforia impossibile da contenere non la stanchezza non la fame né la sete riescono a distrarti:tu sei quello che scrivi, e quello che scrivi era in te, solo che non riuscivi a vederlo fin a quell’istante.


… Evanescente … Forse qui, forse no


Marì

venerdì 7 maggio 2010

L'aquila


Una volta un'aquila volava su di un mare la cui calma piatta lo faceva sembrare un'immagine rubata ad un quadro.Volava e nel suo volo tagliava la brezza leggera della primavera fondendosi con la purpurea densità del tramonto.I profumi che giungevano dal suolo erano rimasugli di vita in corso di svolgimento.
Sorrisi e carezze di ragazzi che costruivano pezzi di storia.
Poi raggiunse un lido in cui il cielo sempre più scuro incominciava a portare i nuvoloni carichi di saette bianche come il sorriso di L mentre stringeva a sè il corpo di Maria lì sulla spiaggia.
Il vento sembrava volerseli portare via, ma lui fermo nei piedi scalzi affondati nella spiaggia morbida, continuava a sorridere,con quello sguardo la cui luncentezza era resa più vivida da quella strana luce che filtrava le nubi.Un azzurrro così intenso da valicare la voglia di correre al riparo che avrebbe avuto Maria in un altro momento, non fosse che la pioggia che le incollava i capelli al viso non faceva altro che accuire la voglia di stringerlo più forte a sè.
...Maria avrebbe voluto che le cose fossero andate così...Accovacciata su una sedia sdraio per la piscina, giocherella con l'ebra verdissima del parto, mentre pensieri come questi trottano senza sosta e senza logica nella parte interna dei suoi occhi,
E' maggio sì, ma L non c'è, ed è lì da sola a cercare di vivere senza sentire il peso della solitudine...
Una farfalla azzurra le si poggia sulla spalla, un passo e via una nuova storia da scrivere e da raccontare.

Maria Cozzupoli
ps.L è una lettera presa a caso...non ci sono congetture dietro ;)

Real life


...Non sono sparita...

Le mie dita continuano a tamburellare su di un testo ancora oscuro ai vostri occhi.Semplicemente mi trovo in una fase di calma piatta in cui le sensazioni che sto vivendo non generano pensieri tanto belli da essere condivisi con altri.

Si può dire che almeno ad punto sono arrivata, cioè quello di iniziare a vivere di più fra i mortali, e un pò meno nel mio mondo immaginario, dove tutto è più bello,ma niente è reale.

Vivo questa mia vita come avvolta dal flusso di vite intorno a me.

Tanti microcosmi avvolti in bolle di ceramica che sono rivolti al mondo senza accorgersi che tutto quello che vivono, dicono o sentono, sono in grado solo loro di capirlo.Sono come richiusi in se stessi, ma senza esserne consapevoli.

Vedo questi mondi nel loro essere presente,passato, e prototipo di futuro, senza che essi riescano realmente a vedere me.

Ok è un pensiero un pò complicato ma ci sto lavorando da un pò di tempo.Lascio solo questo frammento,abbastanza breve da meritare l'attenzione di Aldo ;)


A tempi più carichi di significato...

L'indaffarata Marì

giovedì 15 aprile 2010

Amore per te


Dato che il mio cuoricino ha deciso di barricarsi dietro ai muri dell'indifferenza, le parole sono rimaste intrappolate, come un acquario guardano all'esterno, ma non riescono ad uscire...In questa mia afasia, uso le parole di altri per esprimere cosa penso, sarà una scusa banale, ma la situazione dev'essere davvero grave se non riesco a scrivere... =)
Amore per te
Mango

Tutto è… pensare a te
e così ti penso
La mia carne e l’anima
fanno il cuore denso
Tu sei, tu sei, lo so
così vicina
tu sei, tu sei, lo so
Io vorrei raggiungerti
in trasparenza
Tutto è vedere te
con i vestiti e senza
Tu sei, tu sei, lo so
la mia rovina
tu sei, tu sei, lo so

È amore per te
come il sole sale e poi va giù
so che tutto il bene mio
dentro le tue braccia va a finire

Fai du du du du
Io passerei tra le tue dita
ci passerei tutta la vita
Voglio ritrovarti qui
nei miei risvegli
L’aria dei capelli tuoi
respirare voglio
Tu sei, tu sei, lo so
mai come prima
tu sei, tu sei, lo so

È amore per te
come il sole sale e poi va giù
È così vicino il blu
(guardo te)
mare così
bello non c’è
quando sorridi

Fai du du du du du
Canta così nella mia vita
fermati qui nella mia vita
E’ amore per te
tanto più da non sapere quanto
Fai du..du du du
Io passerei tra le tue dita
ci passerei tutta la vita.

Marì

domenica 11 aprile 2010


Eternamente mia

Eternamente tuo

Eternamente nostri


Ludwing Van Beethoven

giovedì 8 aprile 2010

Pensieri di viaggio


Ha ragione il mio amico Federico, viaggiare apre canali di emozioni inusuali.
Sono le 10.47 ,mi rendo conto che all'arrivo del treno mancano una ventina di minuti e me ne rallegro.La maggioranza della popolazione, quando scopre di dover attendere per più di 10 minuti un appuntamento, si innervosisce e s'affretta a cercare una maniera per ammazzare il tempo.
Ecco che quest'evento casuale mi fa affacciare ad una nuova riflessione.
La parte che preferisco degli incontri o degli appuntamenti di qualsiasi genere è l'attesa.Arrivo sempre 10 minuti in anticipo, non lo faccio consciamente, ma credo di aver bisogno del mio tempo per abituarmi all'idea che sto per vedere quella persona, o fare quella cosa.Quindi mi siedo, ascolto la musica, osservo il mondo in mutamento e mi perdo nelle mie considerazioni.Questo è il mio spazio di solitudine se pur in comunione con il resto del mondo.
Infatti quando arrivo in ritardo, o trovo la persone che dovrei incontrare lì ad aspettarmi, mi turba, quasi mi toglie l'aria.
Spendo tantissimo tempo di distaccamento da me, è un modo per calmare la mia natura sempre in movimento, con i pensieri così veloci che risulta quasi sempre impossibile contrastare, caratteristica che mi provoca sempre un senso d'ansia latente.
Il fattore interessante è questo:dalla semplice constatazione di un lato del mio carattere, parte un flash-back che vede me a 4 anni.Eccomi lì seduta sulle gradinate della scuola materna con le calze di cotone bianco e una gonna di velluto.Mio zio tardava sempre quando doveva recuperarmi.Io stavo lì buonina, con la calma estranea ad un corpicino di quell'età , immersa per minuti ad osservare le gambe affrettate che scorrazzavano da una parte all'altra:tutti avevano qualcosa da fare, un posto dove andare.Mi sfioravano quasi, ma ero invisibile ai loro occhi, dimensione ideale per me.Da sola eppure insieme a loro.Sensazione strana , difficile da spiegare.
Preferisco l'osservazione, la contemplazione all'azione(anche s epoi quello che mi da il meteriale per scrivere sono le emozioni derivanti le azioni).Credo che sia comune tra gli scrittori.
Questa è una tendenza che si riflette anche sui viaggi .Preferisco il tragitto che si compie, al fine per il quale sono partita.
Salto in groppa al mezzo di locomozione che si occuperà del mio viaggio psico-fisico,dal quale non vorrei mai scendere.
Provo un senso di nostalgia per la realtà che si crea dentro ad un abitacolo di una automobile, al vagone del treno,al sedile di un pullman, aereo o traghetto.Quella è una realtà che mi distacca da me stessa e nello stesso tempo mi pone al centro del mondo...L'eden...

martedì 6 aprile 2010

...Time...


Eccomi, come ogni pomeriggio teoricamente dovuto allo studio, mi ritrovo con il bisogno incontrollabile di battere i polpastrelli su questa mia tasteria, serva dei miei sfoghi.

A volte vorrei essere capace di suonare il piano forte, perchè la musica e le note si avvicinano molto a quello che faccio io...tessono storie nell'aria , le mie si catturano con gli occhi e si ascoltano col cuore...Le note invece raggiungono le orecchie con un danzare di seta e vibrano nell'anima come una corda tesa di violino sfiorata appena dall'archetto dei pensieri...Storie dell'essere che fanno fermare le membra in un attimo di pace...Così dovrebbe essere sempre, senza pensieri, nella semplice immobilità...


L'arte e la fotografia non sono la stessa cosa...Sono eternamente ferme e fanno muore il pensiero; l'animo parte in cerca dei loro significati,l'emozione studia la reazione giusta, mentre loro fungono da semplici suggerimenti per la direzione in cui ci si deve muovere, necessariamente.

La musica e le storie scritte, invece, sono un moto che blocca, loro evolvono e lo spirito passivamene non fa altro che assorbirle in un attimo in cui altri pensieri non hanno spazio per entrare, le emozioni nascono senza suggerimenti, tutto fa parte di un flusso che racchiude la mente, il cuore e l'anima ,il raziocinio si spegne ed un trionfo di colori esplode nell'arcobaleno che addensa l'aria di niente...

Non riesco a capire come tutto si muova incessantemente, e niente si fermi in questi istanti,se sono sempre un passo indietro è perché mi fermo..Io mi fermo e perdo il senso spazio-temporale delle cose, però forse a differenza di chi è sempre avanti, ne capisco il significato, attraverso quello che mi circonda e quello che sta dentro di me e alla fine arrivo alla soluzione delle mie angosce.C'è chi le angosce le vede passare accanto, ma non ha la voglia di fermarsi, e
quindi le lascia andare via come piume al vento, che non smuovono niente al loro passaggio nella realtà esterna, ma smembrano pian piano il rivestimento della loro psiche,un giorno queste persone si troveranno nude ed indifese senza sapere come siano arrivate a quel punto...Forse preferisco essere in ritardo, ma con le idee chiare sulla mia vita.

Questa chiarezza che spaventa è la colpevole della mia malinconia a fasi alterne e scostanti,così sono spaventata di tutto ma sempre con il coraggio di affrontare il minuto successivo.


Immobile...Marì

venerdì 26 marzo 2010

Parole che compongono il mio flusso di coscienza..qua e là...senza senso


Fare la scelta giusta dovrebbe portare ad essere felici...Quindi per forza la scelta deve seguire cosa dice il cuore, anche se si scontra senza rimedio con la mente.Perché ci si può solo compiacere razionalmente, ma la vera felicità vive nel cuore.

Capisco di essere felice nel momento in cui qualcuno riesce a strappare dal mio DNA il gene dello spleen...Quando c'è lo spleen si dissolve, non è nemmeno nascosto bene, no è andato a farsi un giro...

Intanto faccio due chiacchiere con le rondini che porta la primavera, forse torno, prima o poi...

=)


Continuando a sbagliare, ma di testa mia(anzi cuore mio)

Marì

lunedì 22 marzo 2010

Eyes


"I could die in this sweet surrender"

giovedì 18 marzo 2010

Home....


Caos confusione...Poi un soffio di vento e rivedo il sole...


In questi giorni un senso d'angoscia accompagnava i miei passi affrettati tra i volti sconosciuti di Torino, non riuscivo a rendermene conto, ma ero infelice,agognavo qualcosa, il mio solito spleen che scava lo sguardo di chi vede oltre al mio sorriso.


Poi mi sono resa conto che l'unico desiderio che animava le mie giornate era di tornare a casa...Già Casa...


Difficile trovare un posto così, quando ci si sente ospiti e forestieri dovunque, quando la vita procede nella maniera meccanica di chi non riesce ad adattarsi ad essa.
Quando ti senti un oggetto d'arredamento che stona col coro durante tutto il giorno, poi ti viene quella voglia di spaccare gli altri mobili perfetti nel loro habitat, e fare l'abat-jour grassa e felice su una spiaggia delle Maldive.
Solo a casa una persona è in grado di distendersi, di non pensare all'inclinazione del sorriso giusto per ogni occasione.


Poi senza sapere come mi sono ritrovata di nuovo a casa...Sono come stata risucchiata da un ricordo:il ricordo delle cose buone e piene.Tutto sembrava prendere il posto giusto, ordine:ecco come devono andare le cose...

Sono tornata a casa,mi sono sentita di nuovo "a posto" con l'arredamento.

Ecco l'oggetto del mio spleen:non ho mai smesso di provare nostalgia per lei...L'ho vista una sera,forse non vi tornerò più,ma sono felice di averla rivista almeno per un'ultima volta...

Un nuovo viaggio è iniziato, ma non scordo di portarmi dietro la voglia di tornarvi...

What a melancholy revelation!!!!


xoxo

Marì

lunedì 22 febbraio 2010

Attimi di sconforto...per fortuna passeggeri


Ci sono quei momenti in cui realmente penso di essere importante, importante per qualcuno, si intende.Poi la realtà spegne la luce dell'artificiale convinzione che acceca la mia vista, mi riporta con i piedi e con il corpo nel posto in cui realmente mi trovo, che non ho mai abbandonato.Apro gli occhi e realizzo d'essere ancora in una stanzetta buia e vuota, pozzo di infinita solitudine.

Con la coda tra le gambe ritorno alla mia piccola sedia a dondolo a contemplare l'unica finestra sul cielo stellato.

A volte ci credo davvero d'essere importante, ma m'accorgo che i miei momenti di gloria sono semplici ed illusori attimi illuminati da una lampadina fulminata che, ad intermittenza, mi illude mostrandomi il palcoscenico dove si esibisce il mio disperato e totalmente incolmo bisogno d'amore.

Sola, completamente sola nel silenzio di parole dipinte sui muri bianchi della mia prigione.

Forse non ci sarà mai nessuno che calerà una corda giù per l'unica finestra per prendermi e portarmi dove il calore del sole possa illuminarmi nel ruolo di attrice protagonista.

Forse avrò solo attimi di finta gloria, rimasugli per una carcerata che vale meno di una moneta di legno gettata per strada...


Un bacio dalla profondità del baratro in cui sono scivolata

Marì

mercoledì 17 febbraio 2010

Ain't no sunshine when she's gone...

Manca il sole da quando se n'è andata
Non fa più caldo da quando lei è via
Manca il sole da quando se n'è andata
E tutte le volte che se ne va, sta via troppo a lungo
Mi chiedo dove sia andata stavolta
Mi chiedo se se ne sia andata per sempre

Bellissima =)

lunedì 15 febbraio 2010

Cielo


Non sono una stella senza cielo,ma un cielo senza stelle.Immensamente nera.Il mio freddo vi osserva e avvolge i biechi istinti umani, nella continua caccia del cocchio alato di Apollo...

venerdì 12 febbraio 2010

Felicità, pensieri di una bimba che si rifiuta di crescere


E se per caso mi fermassi un momento e pensassi:Ma io sono felice?Dato che il concetto della felicità, insieme a quello dell'amore è uno dei più largamente dibattuti questo ci fa rendere conto di quanto sia labile ed indefinito.
Non c'è una formula per definire la felicità per questo l'uomo le da un peso così grande ed ha sempre la sensazione di non riuscire mai a catturarla veramente.Quindi eccomi qui a pensare cosa significhi per me la felicità, Shopenauer direbbe che vi sono solo attimi di felicità intervallati dalla noia e dal dolore...Troppo pessimistico.
Io so che esistono questi momenti, frammenti di tempo intrappolati tra una parola e l'altra, che le distanziano talmente tanto da farti scordare come si usano.E rimani così senza niente da dire, ma con il "tutto" nell'anima.Gli occhi rimangono accecati da questa inesplicabile emozione, mentre il cervello comincia a perdersi tra i meandri di colore.
Quello che rimane di queste scosse è solo il pallido calore di un sorriso interno,e qualche farfalla che non smettere di battere le ali quando il ricordo di esse risale in superficie da sotto i pesanti pensieri ordinari.
Avverti che un nuovo mondo sta nascendo dal calore che scalda lo stomaco attraverso una fonte inconoscibile.Mi sento così quando un nuovo pezzo viene partorito dalla mia mente, e quando...Beh qui non si può dire, ma credo che possiate capire.
Sono banalità, parole già sentite, trite e ritrite, ma da un'emozione particolare avvertirne la consapevolezza, mentre si prova uno stato d'animo simile.
Sono attimi fuggenti, fulminei , repentini, incatturabili, che restano sospesi come bolle di sapone nella solita aria di finta serenità che respiriamo, e molto lontani dal ghiacciato mare del dolore.
Siamo sempre sospesi in questa realtà:Con i piedi sul bagnoasciuga dell'oceano di dolore che rischia l'alta marea senza seguire le fasi lunari; la testa fra le nuvole delle idee galleggianti sulla serenità che quando incominciano a rovesciare la pioggia di buone intenzioni e incontrano gli occhi aperti in quella direzione formano le bolle di sapone della felicità così leggera e fragile da volare via con il primo alito caldo della malinconia.
Amore è riuscire ad avere il complice sguardo sullo stesso mondo incantato e con una boccetta di sapone liquido cominciare a creare nuove bolle di sapone, sembrano piccoli arcobaleni fatti della sostanza dei sogni:ecco lo scenario della mia vita molto più colorato e infantile.Infantile come me.
Ancora bimba scavo l'orizzonte con lo sguardo strabico, appoggiata su di una scogliera a strapiombo sul mondo della mia fantasia.


Uno sguardo sognante da quassù

Marì

giovedì 4 febbraio 2010

Il fiume(27-12-09)


Durante quelle giornate di un giugno soffocante, la scuola era finita e mi ritrovavo ogni mattina con la ruvida sensazione della roccia sotto i piedi. Alcuni schizzi freddi del fiume inumidivano le mie guance paffute mentre, con un legnetto senz’anima, scioglievo le immagini dei miei ricordi che scorrevano veloci insieme all’acqua cristallina. Le mie trecce color mogano risuonavano alla brezza leggera che mi portavano da lontano le voci di Rosalie, mia sorella, e dei bambini con cui giocava. Un tappeto d’erba verdissima li incorniciava in un quadretto che sapeva d’antico, Rose praticamente identica a me, lasciava i suoi capelli color platino disordinati sul corpo esile.
-kate!- volevano che giocassi con loro, ma il fiume sentiva sempre la mia mancanza quando l’abbandonavo.
Così ogni mattina nel vestitino di lino bianco che la mamma aveva rammendato per me, ascoltavo la voce del fiume che , insieme a quella del vento sembrava suonare la musica che ascoltava sempre mio papà di un certo Debussy. Mi innamoravo delle figure in fuga continua tra un masso e l’altro che il fiume, bonario com’era, mi mostrava. Erano le mie speranze da bambina trasfigurate in realtà del futuro e io sorridevo nell’immaginarmi a nuotare nelle sue acque e fondermi con esso per assaporarne il gusto e farmi travolgere dall’onda di vita che solo lui avrebbe saputo regalarmi.
Alla fine l’amore così grande mi prese fra le mani e mi abbracciò nel nostro restare eternamente insieme.



Quella mattina mi svegliai pesante, la maglietta appiccicata all’addome e un senso di vuoto penetrante. Mi alzai tentoni dal letto cercando di non farmi del male con gli oggetti stranamente disposti nella casetta che mi sembrava diversa da sempre. Alla fine dell’impresa avvertii la sensazione fresca e viscida della ceramica del lavandino.
Quando attivai l’interruttore della luce, un terrore improbabile fece palpitare il mio cuore in maniera disumana. Una sconosciuta allo specchio imitava le espressioni che dovevano essere dipinte sul mio volto. Tastai il groviglio di capelli biondi cercando disperatamente invano le miei trecce mogano solitamente infiocchettate con nastri di seta bianca. Indagai inorridita le curve di un corpo troppo cresciuto per una sola notte di sonno.
Quella ragazza sarà stata sulla ventina, ed io avevo appena nove anni.
In preda al panico corsi fuori dalla baita di legno inciampando sui mobili di cui non ricordavo l’esistenza, poi la luce riflessa sul prato verdissimo, inondò la mia vista per un attimo angosciata nella ricerca della roccia a me famigliare.
Eccola.
Ero fremente dall’idea di cosa avrei visto una volta affacciata sul fiume.
-buongiorno Rosalie-finalmente trovai quello che stavo cercando, la voce di Kate che mi calmò con i suoi soliti racconti.

Parlarono, si ritrovarono, come sempre dai dieci anni dalla morte di Kate.

Maria Cozzupoli

giovedì 28 gennaio 2010

Esco a fare due passi...(scusate il riferimento a Fabio Volo)


Un pomeriggio assolato di fine gennaio, faceva molto freddo, ma la testa affollata della ragazza non riuscì a fermare le gambe che così presero a camminare.E la allontanavano ad ogni passo da lui.Si rese conto che fino a quel momento era convinta che lui vivesse dentro di lei, per quel motivo non era mai sentita sola.Ma non era così, lui non c'era, nessuno c'era, solo il suo respiro,solo lei che contava meno del vento che le carezzava i capelli.
Il cuore era più veloce del ritmo dei suoi passi e vedeva sfrecciare sotto gli stivali delle foglie secche. L'ipod, non le permetteva di ascoltare la musica della strada, ma avvertiva lo scricchiolare delle foglie vittime della sua foga.

Arrivò al torrente Sangone, e quasi impaurita si avvicinò alla ringhiera di ferro grigia.Tutto le sembrava così famigliare da fare male.Le ricordava una di quelle storie che scriveva,pensò che forse il destino le stava mostrando che strada prendere.Forse la storia scritta qualche giorno prima doveva realizzarsi.
Impugnò con forza la ringhiera e ci pensò seriamente,mentre lacrime che non volevano sgorgare alla fine ebbero la meglio sull'auto controllo.Pensava a quanto inutile stesse diventando la sua esistenza.Avvertiva il sole che la scaldava e si immaginava trascinata dalle onde fredde."sarà abbastanza freddo?O sopravvivrei?".No il freddo non l'avrebbe risparmiata.Pianse e si sporse per cercare qualcosa, forse solo l'ispirazione.Ci pensava sul serio, poi si perse, perse ogni convinzione, ma si rese conto che il torrente era troppo fermo, quasi ristagnante, non l'avrebbe portata in nessun luogo.

D'un tratto scorse una piccola anatra, che sola come lei disegnava cerchi nello specchio altrimenti immutato dell'acqua.Un segno.Il vento incominciò ad increspare il torrente e gli alberi cominciarono a traballare, niente più era fermo.Tutto riprendeva vita, e si sentì meglio, piena di quella vita.My Sharona incominciò a suonare nelle orecchie e riprese a camminare.

Sulla strada del ritorno avvistò la figura di un ragazzo che sembrava volersi gettare nel fiume, ma era solo l'illusione ottica del guard reil, che strana coincidenza, pensò.

Sulla strada in salita del ritorno, inseguiva la sua ombra che sembrava tanto più forte e grande di lei, quasi la invidiò.

Poi raggiunse un bar e si fermò a prendere un caffè...


Questa storia non ha un finale, perché è appena iniziata...



Dannatamente vostra

Marì

Autolesionismo allo stato puro

La prigione che mi sono creata è così bella che stavo pensando di arredarla..

Scusa guido, piccolo scivolone ^^

lunedì 25 gennaio 2010

Dreams...A little story



C'era un volta una bambina con un pesante libro in mano. Se lo portava dietro ovunque e non permetteva a nessuno di toccarlo tanto meno di leggerlo.Era una bimba con degli occhi blu che guardava sempre tutti con un'aria trasognata come se vivesse in un mondo parallelo con l'anima e nel mondo reale col corpo.
Viveva nei tramonti arancioni di una scogliera a strapiombo sul mare e, ogni tanto, apriva furtiva il suo libro, senza farsi vedere da nessuno.Leggeva e leggeva.
Un giorno, senza poter resistere alla tentazione di spiarla, mi appostai dietro ad un pino silvestre, per attendere il suo arrivo all'ora del tramonto.
Con sorpresa m'accorsi che lei non c'era e al suo posto trovai solo il suo librone aperto sul dorso, mentre il vento curioso ne carezzava le pagine con le sue dita impalpabili.Mi avvicinai con lo stomaco chiuso per l'emozione.Toccai le pagine ruvide che sembrarono sussultare al mio contatto leggero.
Incominciai a sfogliarlo incuriosita, immersa nella purpurea atmosfera del tramonto.
Non c'erano scritte, solo immagini come istantanee di una cinepresa che si susseguivano quasi in tempo reale.
Era una città, non l'avevo mai vista prima, automobili che sfrecciavano, un ambiente tanto grigio da farmi quasi dimenticare i bei colori della mia cittadina.
Persone e volti sconosciuti continuavano a correre sotto i miei occhi desiderosi di coglierne il senso....

Boohm!!
Un grande frastuono che somigliava ad un libro chiuso all'improvviso...Buio...

Maggie ripose il suo piccolo diario segreto nell zainetto, si guardò dalla profondità dei suoi occhi blu e, una volta soddisfatta delle sue codine bionde sulla nuca, scese in strada ad aspettare che lo Scuolabus la portasse via...

Maria Cozzupoli

Seduzione

...Usa la sua stessa arma e lo renderai schiavo...

domenica 24 gennaio 2010

Amore e Ossessione




Stavo riflettendo sul fatto che...Ah buongiorno, scusate le maleducazione, vorrei condividere un pensiero balenato ora ora nella mia mente...


C'è una sottile differenza tra dipendenza a amore...La prima è un sentimento subdolo viscido che si finge amore e ti schiavizza ad un essere che ,credendosi superiore a te, ti convince che la tua vita non può andare avanti senza di lui.In effetti la dipendenza, talvolta provoca una sofferenza di gran lunga superiore all'amore, ed è un sentimento che cresce nei sotto borghi senza che tu te ne possa rendere conto, e ti ritrovi a non poter fare a meno di quel padrone austero che ti usa, ti illude con dolci parole e intanto costringe il tuo corpo schiavo a fare tutto quello che desidera solo per soddisfare il suo enorme EGO (scritto in maiuscolo per renderne l'ingenza).


D'altra parte l'amore è una rivelazione improvvisa, una consapevolezza che quasi ti sconvolge in un attimo di consapevolezza che ti porta nell'estasi della meraviglia.
Ci ho messo un , e fortuna che tengo un diario, per rendermi conto di essere stata solamente uno schiavo in quei mesi.Il vero amore puro, limpido, senza ossessioni maniacali di possessione, ma libero poiché vissuto in se stesso, l'ho vissuto e l'ho testimoniato.Questo mi rende FELICE e soprattutto, mi rendo conto che ho scardinato le pesanti catene che avevo alle caviglie e le ho lasciate lì indietro in quella strada di cemento crepata ed avvolta dalla nebbia...


E' così che vedo il passato se dovessi fare una metafora.Dopo tutto meglio tardi che mai, questa scoperta mi ha evitato un futuro di sospiri angosciati...




Consiglio di oggi:


Tenete un diario, vi aiuta nell'introspezione.


Ps per diario non intendo una telecronaca di tutto quello che vi succede, ma una sorta di block-notes dove annotare i sentimenti più estremi che state vivendo.I ricordi sono ingannevoli e spesso deformati dalla visione del presente e quindi non tarati dalla coscienza del passato durante il quale vivevate l'esperienza in questione.




Con un pizzico di polvere di fata


Marì

venerdì 22 gennaio 2010

Un cuore nella nebbia


Il suo palpitare è un'orma nella nebbia.

Musica nel silenzio di un vuoto senza stelle.

So che ci sei, ti troverò.

Nella mia solitudine un paio di mani bianche avvolgono il mio petto silenzioso.

I polmoni respirano senza ossigeno, nell'abitudine vecchia di una vita.

Tutto è così denso e fermo da sembrare un sogno che mi sotterra nelle sue acque bollenti


Piccolo pensiero per voi...


Maria Cozzupoli

venerdì 1 gennaio 2010

2010

Cari amici,
vi ho abbandonati per qualche tempo, ma sono tornata.Un nuovo anno è incominciato e non posso fare a meno di identificarlo col cadere delle foglie trasportato da un turbine di tempesta. Un sentimento nuovo e di lotta dovrebbe impossessarsi di me da un momento all'altro, ma non ne avverto nemmeno l'impalpabile presenza, non dico di essere rassegnata ma vedo scorrere gli eventi di una vita che non sento più mia. Che tristezza vero?
Questa notte ho fatto un sogno bellissimo, eppure nemmeno una particella di felicità ha stretto il mio cuore, nonostante vedessi realizzato la mia più profonda ossessione.
Okay stiamo degenerando.
Facciamo due passi indietro e perdiamoci nell'evanescente aura della luna piena, un canto nascerebbe dalla mia gola se non fosse arida e senza voce, eppure ti vedo in lontananza, vedo il mio destino pronto a sorprendermi.Devo sole tracciare una strada per raggiungerti.

Ancora tristemente vostra
Marì