lunedì 8 settembre 2025

Yin e Yang

Sei un'oscurità che porta luce.

Nel tuo buio, che fa emergere le ombre altrui, c'è la possibilità di scovare la luce. Be', certo, ci devi lavorare. 

Vedo tantssime ninfe accecate dalle ombre, che la luce l'hanno persa e basta.

Ma questa strada c'è.

Probabilmente non è merito tuo, beniteso.

Ma se penso a te, percepisco che ti avvolge un'aura nera, non per forza "cattiva" ma oscura.

Se penso a lui vedo solo bianco e trasparente.

Io sono bianca come lui. Ma il mio bianco fa emergere tutte le ombre altrui, è un bianco che acceca, che smarchera e rivela l'oscurità.

Forse per questo ti attraggo? Perché le tue ombre cercano di spegnere la luce, o, invece, cercano di essere fugate?

È un mistero che non so risolvere.

Yin e yang, eh? 

domenica 7 settembre 2025

Due tipi di dolore

Una settimana intensa.

Prima la minaccia quasi avverata di perdere un'amica per torto fatto da me e, poi, come in una ruota karmika istantanea, il torto l'ho subito io, da te. Strano, eh?

Soffrire per lei era come u a desolazione senza speranza. Un senso di vuoto incolore. Un'assenza di senso generale. Tu dirai esagerata! E no perché soffrire per lei è una sofferenza adulta, matura.

Soffrire per te è invece una pugnalata violenta, infantile, esplosiva, dilagante.

Sono sofferenze diverse, ma preferisco comunque soffrire per te che per lei.

Tu rappresenti il mio passato che mi aggredisce, mi fa tornare bimba di 4, 5, 10, 15 anni. Sei le vecchie versioni di me che arrivano aggredendomi da dietro e riportandomi lì, alla scena del delitto originario.

Ma senza di te vivo bene, non ho mancanze. Senza lei la vita è fiacca. Con chi posso convididere tutto senza giudizi e parlare di cose leggere senza pensieri, senza di lei con chi pianifico le mie mosse sceme verso i futuri mal capitati?

Senza di te semplicemente continuo a vivere come sempre. Non mi sei necessario. Brutto?

Forse, ma vero.

Avresti potuto essere tutto, sì, ma hai deciso di essere polvere tagliente. Hai deciso di essere una creatura affilata che ti trafigge mentre ti abbraccia. Hai deciso di essere un trasformista incomprensibile. 

Magari un giorno sarai tutto, ma di certo lei è già l'imbracatura che mi tiene stretta quando sto per cadere. È quella con cui si vola e senza cui si cade. 

Lei è i colori e la leggerezza, chiaro no? 

Non che vi sia competizione, è solo per dire che, alla fine, le mie ferite saranno sanate, quindi come farai a colpirmi di nuovo? 

I dare you. 

sabato 6 settembre 2025

Altalena

Non so come mai, ma questa dinamica è sempre in tensione. Che sia sessuale o di conflitto energetico, verbale, emotivo.

Non so dirlo. Non è il classico "sentirsi a casa" anche se in certi frangenti lo è. È più un: ti voglio bene/ti odio/non ti posso scordare. Un magnetismo fortissimo, seguito a repulsione quasi uguale.

È elettrica. Pensavo di essere io in soggezione con te, ma credo sia reciproco. Un tira e molla energetico continuo. 

Che per lo più fai tu con le tue fughe e camuffamenti, ma faccio anche io con il mio fare guardingo e giudicante o spaventato. 

È tutto strano. 

Stiamo bene, ma non ci sopportiamo. Lo senti anche tu? 

Lo vedo con S. per te è più facile, è armonia. Con me è sempre un vorticare. 

Adesso dirai, no figurati sono sempre calmo. 

Non è vero. Ti sento sottopelle, inutile che continui a deviare. 

Forse effettivamente ci va della crescita. Io ne ho ho fatta molta, ma continui a darmi sui nervi. Ovviamente meno di prima e con meno struggimento, ma le tue mosse mi trafiggono ancora un po'. Al tempo stesso vorrei cancellarti dalla mia memoria, e stare con te per sempre. Nessuna delle due opzioni prevale sull'altra, è un'altalena. Che poi, metto le mani avanti, stare con te inteso come averti nella mia vita, non da fidanzato. Perché te come fidanzato non credo di poterlo reggere. 

Sopratutto perché tendiamo entrambi alla noia e ci massacrearemmo, se non si evolve. Quindi forse meglio se tu stai tra le braccia della traquilla S. E io tra le braccia del mio futuro ignoto. Si sta più calmi, eh? 

Sì, però che noia. 

giovedì 7 agosto 2025

Un mare immenso

E poi, d'un tratto, ho sentito che non ero più innamorata di te.

Ma non nel senso che mi sei indifferente, nel senso che nom sento più che mi scomponi.
In passato, avevi acceso in me ogni emozione umana contemplabile. Dall'ossessione, all'amore romantico, all'odio, la rabbia, la paura, la tristezza, la felicità, l'estasi. Tutto quanto.
E poi, attraversando il lutto di quello che poteva essere, ho lasciato andare tutto.
Hai stravolto talmente tanti piani della mia esistenza che, alla fine, sento che niente può più scompormi.
Non so se sia zen o pace apparente. Ma la sento vera, in ogni fibra del mio essere.
Sento che non mi aspetto nulla, che non ho bisogno di te, che mi fa piacere la nostra connessione, ma non smuove più i mari e i monti. Mi lascia tranquilla, serena. Una serenità incrollabile, invincibile.
Mi aspettavo pianti disperati con un tuo contatto, invece nulla. La pace.
È come se d'un tratto, vedessi tutto chiaramente. Sei dentro e non fuori. Lo sei sempre stato. Sei anche fuori, ma il fuori era la parte perturbante.
È come se adesso fossi espansa come un mare, che tutto accoglie, imperturbabile.
Il tuo pensiero aleggia, perché sei qui, ma non mi trascina, non mi distrae. Probabilmente la prova successiva sarà sentirmi così anche in tua presenza. Insomma, lo vedremo.
È come se mi fossi risvegliata da un incubo. E dicessi e be'? Ma che era quel dramma. Tutto è perfetto cosi, perché volere altro? Sto così bene. Si certo è bello avere un compagno di vita, ma pure se non l'ho, ho una grande pace. Una grande serenità.

sabato 2 agosto 2025

Veleno

Entri sotto la pelle come un veleno. Mi basta rivedere quegli occhi che il principio si riattiva e riemergono i sintomi. La malinconia, la mancanza, il craving(?!).

Sei la mia parte oscura. Il maschile distorto dentro di me.

Non riesco mai a inquadrarti davvero, fai giochi di specchi, ombre, fumo. Non dici mai la verità. Rimani sempre in equilibrio sulle tue frasi ambigue, le sparizioni a effetto e i ritorni in punta di piedi.

Vorrei soffocarti dentro di me, vorrei sedarti e farti scomparire. So che sono in grado di farlo. Ci va solo tempo. Il tempo e la elaborazione mi libera da tutto e da tutti. Non c'è nessun veleno che mi abbia mai sconfitta, non sarai tu a farlo. 

Però quanto fai male. Spaventoso. 


mercoledì 9 luglio 2025

Mi manchi nelle braccia

Nelle braccia ho accumulato il dolore dela tua perdita, che è un ricordo di mille vuoti e allontamenti antichi, non solo i tuoi.

Sto studiando medicina cinese e ho trovato questi due punti, e ogni volta che li tratto mi fanno partire la mancanza di te.

Evidentemente sono masochista dato che continuo a volerli scaricare.

Però ogni volta che li tratto mi rendo conto di QUANTO mi manchi. È come se fosse una mancanza totale, esagerata, desolata. 

Razionalmente so tutto, ma il mio corpo e le mie emozioni ti cercano ancora. Continuano a sentire la tua mancanza. Anche se mi fai del male, anche se non mi vuoi, anche se non vai bene per me. 

Non ti cerco, non ti scrivo. Ma ti penso, ti tengo dentro. 

Sei una presenza che mi accompagna anche se sto cercando di abbandonarti per ritrovarmi.

Sto cercando di lasciare andare tutto. Non è facile, ma credo sia possibile, tutto cambia sempre. 

Non amo spesso, ma se amo, lo faccio totalmente con tutti gli strati, i muscoli, le cellule, i pensieri, il sangue. 

Poi se smetto di amare rimani come un'eco dentro di me, un'eco che non stordisce più. 

Vediamo quanto ci metti a farti vento. 

Con il cuore un po' spaccato, 

Mari


mercoledì 18 giugno 2025

Lasciami

C'è un qualcosa di viscerale e selvaggio tra te me, che non mi lascia in pace.

C'è poi la leggerezza estrema e il divertimento.

C'è questa sensazione di essere la stessa persona di sesso opposto. E questa telepatia per cui io so sempre cosa stai per dire e viceversa. C'è questa cosa che tu leggi la mia energia e rispondi di conseguenza, in modo del tutto normale, naturale. 

Non mi lascia in pace, non riesco a cancellarti o evitarti, o dimenticarti o a sfuggirti. 

Il tuo sguardo mi inchioda a terra e riporta indietro, per quanti kilometri di lontananza possa aver percorso.